Nuova Pescara: un emendamento accende il dibattito sulla fusione

Un emendamento metterebbe a rischio la fusione dei Comuni Pescara, Montesilvano e Spoltore. Il sindaco Masci: era del Pd ed è stato già cancellato

Quando si dice le briciole: l’unione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore, prevista per il 2027, potrebbe fallire miseramente, immolata sul patibolo del vile denaro. Un emendamento al Mille Proroghe proposto da Fratelli d’Italia punterebbe alla quasi cancellazione dei fondi previsti. O no? Secondo il sindaco di Pescara l’emendamento, attribuito alla deputata dei Fratelli d’Italia Ylenia Lucaselli, non solo è già stato cassato, ma in realtà era stato presentato dal PD.

Secondo riporta l’articolo pubblicato oggi dal quotidiano il Centro a firma di Pietro Lambertini, veniva proposto di ridurre drasticamente i contributi destinati alle città accorpate. Gli attuali 150 milioni di euro previsti, spalmati in 15 anni, se fosse passata la proposta sarebbero stati appena 10.

Sul tema a Pescara sono intervenuti tre dei quattro candidati a sindaco alle comunali bis di marzo 2026. Masci, attuale primo cittadino, però smentisce la ricostruzione fatta e attribuisce l’emendamento, poi cancellato, al PD.

Secondo Domenico Pettinari la Nuova Pescara si farà, ma potrebbe slittare. Anche per Carlo Costantini, candidato del centrosinistra, l’emendamento verrà bocciato. Costantini parla di “scelta estemporanea che non ha più senso”, si dice tranquillo e invita all’unità.

Il sindaco Masci chiarisce:

“Ho chiamato il presidente della commissione affari costituzionali, l’onorevole Nazario Pagano, mi ha risposto immediatamente e mi ha detto che quell’emendamento, il 462esimo, era a firma di tre deputati del PD, ma non è stato ammissibile quindi è stato cancellato. La fusione è salva, Pescara è salva. Mi sembra che il PD faccia tre partite nello stesso gioco, perché da una parte spinge per la fusione, dall’altra, a Spoltore, va in senso contrario”.