Nuova Pescara: un emendamento accende il dibattito sulla fusione

Un emendamento metterebbe a rischio la fusione dei Comuni Pescara, Montesilvano e Spoltore. Il sindaco Masci: era del Pd ed è stato già cancellato. Il Presidente Sospiri: “150 milioni di euro per Nuova Pescara ci sono. Vogliamo pensare che si tratti di una svista, un errore di lettura”

Quando si dice le briciole: l’unione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore, prevista per il 2027, poteva fallire miseramente, immolata sul patibolo del vile denaro. Un emendamento al Mille Proroghe portava alla quasi cancellazione dei fondi previsti. Dallo sconcerto ai chiarimenti: il sindaco di Pescara spiega che l’emendamento in questione, attribuito alla deputata dii Fratelli d’Italia Ylenia Lucaselli, non solo è già stato cassato, ma in realtà era stato presentato dal PD.

L’attribuzione è comparsa sull’articolo pubblicato oggi dal quotidiano il Centro a firma di Pietro Lambertini. L’emendamento conteneva la riduzione drastica dei contributi destinati alle città accorpate. Gli attuali 150 milioni di euro previsti, spalmati in 15 anni, se fosse passata la proposta sarebbero stati appena 10.

“L’emendamento – afferma il deputato di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli – non è mio, non l’ho mai firmato e non ho mai pensato di cancellare con un colpo di forbice una decisione sancita da un referendum popolare. Fratelli d’Italia rispetta sempre la volontà dei cittadini. L’emendamento incriminato, per la cronaca, è di tre deputati del Pd. Sì, proprio il partito che oggi finge di difendere ciò che in Aula prova a tagliare… Mi auguro che il Centro pubblichi la smentita con la stessa evidenza, come previsto dalla legge, magari specificando questa volta chi davvero ha firmato quell’emendamento: tre onorevoli del Partito Democratico. La verità non guasta mai, soprattutto quando a sbagliare è chi dovrebbe informare”.

Anche Masci, attuale primo cittadino di Pescara, smentisce la ricostruzione fatta e attribuisce l’emendamento, poi cancellato, al PD:

“Ho chiamato il presidente della commissione affari costituzionali, l’onorevole Nazario Pagano, mi ha risposto immediatamente e mi ha detto che quell’emendamento, il 462esimo, era a firma di tre deputati del PD, ma non è stato ammissibile quindi è stato cancellato. La fusione è salva, Pescara è salva. Mi sembra che il PD faccia tre partite nello stesso gioco, perché da una parte spinge per la fusione, dall’altra, a Spoltore, va in senso contrario”.

Sospiri, i 150 milioni di euro per Nuova Pescara ci sono. “Vogliamo pensare che si tratti di una svista, un errore di lettura”

“Quando la penna corre più veloce degli occhi arriva la svista: i fondi destinati alla fusione dei Comuni, i 150 milioni da spalmare in 15 anni, non sono mai stati cancellati dal Governo, ma soprattutto la deputata di Fratelli d’Italia Lucaselli non ha mai presentato quell’emendamento. Che effettivamente è stato presentato, ma porta la firma di tre deputati del Pd, De Maria, Bonafé e Guerra, e non è mai arrivato in aula perché dichiarato inammissibile dal presidente della Prima Commissione Nazario Pagano”. A smentire la notizia circa il rischio di perdere i fondi destinati alla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore, è stato il presidente del Consiglio
della Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri. “Un rigo sotto, un rigo sopra, evidentemente la fretta, stavolta, ha giocato un brutto scherzo a chi ha fatto piombare sull’Abruzzo una notizia non vera – ha sottolineato il presidente Sospiri – prontamente confutata grazie a un colloquio con l’onorevole Pagano. La Lucaselli ha sottoscritto l’emendamento 4.161 che parla di tutt’altro, ovvero, e cito testualmente ’12-bis. All’articolo 1, comma 773, della legge 30
dicembre 2025, n.199, le parole ‘entro sessanta giorni’ sono sostituite dalle seguenti ‘entro settantacinque giorni’. Poi c’era l’emendamento 4.162 del Pd De Maria-Bonafé-Guerra che modificava sempre il comma 12-bis, per sopprimere l’erogazione dei fondi per i dieci anni decorrenti dalla fusione stessa e abrogava il comma 3-bis. Peccato che il tentativo di boicottare la fusione sia miseramente fallito perché il presidente della Prima Commissione l’onorevole Pagano ha dichiarato inammissibile l’emendamento 4.162, quindi non esiste nel fascicolo. Vogliamo pensare che si tratti veramente di una svista, un errore di lettura, piuttosto che imputare al clima della campagna
elettorale la diffusione di una ‘bufala’ tanto clamorosa e macroscopica. Altrimenti il Pd dovrebbe spiegare ai cittadini perché sta cercando di affossare, senza riuscirci, il processo democratico di fusione dei tre comuni, cercando di scaricare la colpa sul centrodestra”.