Sulla Nuova Pescara il Comune di Spoltore chiede garanzie che al momento non ci sono da qui il voto unanime di ieri in Consiglio Comunale per la sospensiva della procedura.
“l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare” diceva il buon Gino Bartali, ed è un pò questo il segnale che l’intero Consiglio Comunale di Spoltore, all’unanimità, ha voluto lanciare ieri chiedendo la sospensione della procedura per la fusione tra i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, appunto, prevista per il primo gennaio del 2027. Le ragioni spiegate nel dettaglio dal sindaco Chiara Trulli, che pur nel massimo rispetto dell’esito del referendum del 2014, e una sottintesa sintonia con l’idea ab origine dell’ambisioso progetto, non può non evidenziare il cattivo lavoro fatto fino ad oggi, caratterizzato da ritardi e mancanza di garanzie per i cittadini di Spoltore gli unici. precisa, a cui deve rendere conto:
“Il fatto che questa mozione sia stata votata all’unanimità – esordisce la Trulli – la dice lunga sulla trasversalità tra i partiti di un evidente disagio per come è stata gestita fin dall’inizio questa complessa procedura. Intanto sono cambiate le condizioni da allora e in questi dodici anni il nostro Comune può definirsi virtuoso per i conti in ordine e soprattutto per una delle più basse pressioni fiscali. Cosa diciamo agli spoltoresi? Che dal primo gennaio del 2027 dovranno pagare il doppio della Tari per conformarsi a Pescara? Che l’accorpamento di una lunga serie di servizi ha solo creato confusione? Che la tanto sbandierata istituzione dei municipi di coloro che sono a favore della fusione è solo a parole? Possiamo mai rassegnarci alla perdita di un’identità con il rischio di un peggioramento dei servizi a sostegno dei cittadini, arrendendoci a diventare periferia di Pescara? Tutto questo non lo possiamo accettare ed è per questo che chiediamo che la macchina si fermi e che la Regione abroghi la Legge del 2023 e indica un nuovo referendum.”