“Oltre l’accoglienza del minore non accompagnato – Il diritto/dovere all’integrazione” è il titolo del convegno che l’Azienda Speciale per i Servizi sociali del Comune di Montesilvano ha organizzato oggi al Pala Dean Martin
Innanzitutto, chi sono i minori stranieri non accompagnati (Msna)? Sono ragazzi extracomunitari minori di 18 anni, privi di cittadinanza italiana o europea, che si trovano in Italia senza genitori o adulti legalmente responsabili per la loro assistenza e rappresentanza. Sono considerati soggetti altamente vulnerabili e pertanto tutelati dalla Legge 47/2017 (cosiddetta “Legge Zampa”).
La loro accoglienza è strutturata in diverse fasi, gestite dal sistema pubblico in collaborazione con gli enti locali e a volte con il Terzo Settore. La prima accoglienza avviene dopo lo sbarco o il rintraccio sul territorio, in strutture di emergenza per le primissime fasi di arrivo e identificazione. La seconda accoglienza invece mira al loro inserimento in progetti specifici mirati all’integrazione, come i centri del Sistema Accoglienza e Integrazione (Sai), dove i minori seguono percorsi di scolarizzazione, formazione professionale e assistenza sanitaria,
Il progetto Sai per minori stranieri non accompagnati del Comune di Montesilvano, gestito operativamente dall’Azienda Speciale, è attivo dal 2019 ed è ormai riconosciuto quale modello nazionale di buone pratiche. I ragazzi sono presi in carico da equipe multidisciplinari formate da assistenti sociali, educatori, operatori sociali, psicologi, insegnanti di italiano e mediatori multiculturali, che garantiscono, come da Manuale Operativo del Ministero dell’Interno, accoglienza materiale, tutela psico-socio-sanitaria, mediazione linguistica culturale, orientamento e accesso ai servizi del territorio, orientamento e accompagnamento legale. Il progetto inoltre assicura percorsi di reale integrazione sul territorio, basati su formazione e riqualificazione professionale, orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo, abitativo e sociale.
Il convegno ha fatto il punto della situazione, con interventi di professionisti del settore e giornalisti, per illustrare i percorsi d’integrazione possibili per i Msna: dall’accoglienza nel centri Sai, alla tutela volontaria, ai percorsi di affido familiare, alle reali esperienze di inserimento scolastico, sportivo e lavorativo.
Tra gli interventi quello di Marina Marinucci, presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo sul delicato ruolo dell’informazione nel rispetto delle Carte deontologiche di Treviso (minori) e Roma (stranieri richiedenti asilo e vittime di tratte). Approfondite le tematiche relative alla presa in carico professionale dei minori stranieri non accompagnati da Amalia Di Santo, assistente sociale del servizio tutela minori di Montesilvano, e agli istituti della tutela volontaria e dell’affido familiare, illustrati rispettivamente da Andrea Salomone e da Chiara Apeddu della Fondazione Don Calabria per il Sociale.
La seconda parte della mattinata è proseguita con il contributo di Manica Lanzillotto, responsabile dell’Ufficio Msna del Servizio Centrale Sai e le testimonianze di tutori volontari e minori accolti. Gli ultimi interventi, incentrati sugli effetti positivi della gestione pubblica dei sistemi di accoglienza, sono a cura di Marco Berardi dell’Università “Gabriele D’Annunzio” di Chieti-Pescara, del direttore del quotidiano “Il Centro” Luca Telese e del direttore dell’Azienda Speciale Eros Donatelli.
I lavori, moderati da Livia Bentivoglio, coordinatrice dei progetti Sai di Montesilvano, sono stati conclusi da Sandra Santavenere, presidente uscente dell’Azienda Speciale ed esperta di cooperazione internazionale, che ha ricordato la Giornata mondiale del Rifugiato, che il 20 giugno di ogni anno commemora l’approvazione nel 1951, da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, della Convenzione di Ginevra, relativa allo status dei rifugiati.