Montesilvano: all’evento di Coldiretti il ministro Lollobrigida, crisi energetica e caro prezzi sul tavolo

Istanze parzialmente accolte ma si può fare di più. Nel confronto tra i Coldiretti di Abruzzo Molise e Marche al Pala Dean Martin di Montesilvano con il ministro Lollobrigida un confronto sulle misure del Governo per contrastare crisi energetica e aumento dei prezzi

“In questo momento particolare il nostro Governo è intervenuto immediatamente trovando risorse per dare respiro al Paese dal punto di vista del costo del carburante, ovviamente colpendo le speculazioni, e questo è il primo fatto essenziale per evitare si approfitti di situazioni internazionali per avere vantaggi economici ingiustificati. Dall’altra parte siamo intervenuti su costi importanti che riguardano i trasportatori e i nostri prodotti che, quando crescono per loro, crescono anche per i cittadini”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, partecipando a Montesilvano a un evento di Coldiretti per la difesa del Made In Italy, parlando del taglio delle accise.

Tremila agricoltori a Montesilvano, i rincari dei fertilizzanti mettono a rischio le colture ma gli aumenti al consumo non si riflettono sui prezzi pagati agli agricoltori.

L’esplosione dei costi di produzione fino al 30% scatenato dalla guerra in Iran mette a rischio le produzioni agricole, con rincari a doppia cifra per fertilizzanti e listini delle materie plastiche, rendendo necessarie misure urgenti di sostegno Ue per tutelare le coltivazioni. Ad affermarlo è la Coldiretti in occasione della mobilitazione di tremila agricoltori e pescatori dell’Adriatico al Pala Dean Martin di Montesilvano, in Abruzzo, che arriva dopo altre tappe in tutta Italia che hanno visto la partecipazione di 40mila soci agricoltori anche per denunciare inganni come quelli dell’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale che permette di far diventare made in Italy prodotti che italiani non sono. Presenti il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, il segretario generale Vincenzo Gesmundo, i presidenti di Coldiretti Abruzzo Pietropaolo Martinelli, Coldiretti Marche, Maria Letizia Gardoni, e per Coldiretti Molise il delegato regionale dei Giovani Michele Porfido, oltre al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida.

Complessivamente, tra energetici, fertilizzanti e antiparassitari, i costi per un’azienda agricola salgono fino al 30%, colpendo soprattutto quelle più meccanizzate.
In crescita soprattutto i fertilizzanti: l’urea ha registrato rincari di circa il 35% rispetto al periodo pre-conflitto in Iran, con maggiorazioni di oltre a 200 euro a tonnellata, secondo l’analisi Coldiretti sui dati delle Camere di Commercio. Tendenza al rialzo per tutti i prodotti, dal nitrato ammonico al solfato ammonico. Uno scenario che come già con la guerra in Ucraina, evidenzia la vulnerabilità di un’Europa che ha scelto di delocalizzare la produzione di fertilizzanti per motivi puramente ideologici. Da qui la necessità di una svolta radicale, che punti sulla valorizzazione dei concimi naturali come il digestato, ma anche la cancellazione del Cbam, il Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (Cbam) che tassa i fertilizzanti gravando pesantemente sui bilanci delle imprese agricole e, più in generale, mettendo a rischio la sovranità alimentare dell’Unione Europea. Un tema al centro di un incontro con il vicepremier e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani.

In Abruzzo la situazione è particolarmente delicata, con intere filiere – dall’ortofrutta alla cerealicoltura, fino alla vitivinicoltura – che risentono in modo diretto dell’aumento dei costi di produzione e dell’energia, soprattutto nelle aree interne e nelle aziende più strutturate. “Le nostre imprese stanno affrontando una pressione senza precedenti sui costi – sottolinea il presidente di Coldiretti Abruzzo Pietropaolo Martinelli – che rischia di compromettere le semine e le produzioni dei prossimi mesi. In Abruzzo questo significa mettere in difficoltà comparti strategici per l’economia e l’occupazione del territorio, dall’ortofrutta al vino. È indispensabile un intervento immediato a livello europeo per ridurre il peso dei fertilizzanti e garantire la sostenibilità economica delle aziende agricole”.

“Siamo intervenuti nel settore della Pesca, che ha nel carburante uno degli elementi principali per i costi di
produzione, arrivando al 50%, quindi il credito di imposta per i pescatori regala sollievo alla categoria. La presidente Meloni ieri, in Europa, ha assunto una posizione netta che ha portato a conclusioni che incidono sulla possibilità degli Stati Nazionali di trovare misure idonee a contenere i costi dell’energia e quindi ad alimentare il sistema di produzione senza ulteriori aggravi”.

“Sull’agroalimentare le preoccupazioni ci devono essere sempre, ma dobbiamo anche essere consapevoli della forza del nostro sistema produttivo di altissima qualità non imitabile. Sulle imitazioni in tante parti del mondo continueranno ad esserci costi di produzione molto più bassi, che incideranno in termini di prezzo sempre a vantaggio di altri modelli economici che spesso sfruttano i lavoratori e non rispettano le nostre stesse regole, ma i nostri produttori realizzano una qualità che nel mondo continua ad affermarsi e i dati dell’export dimostrano che abbiamo ragione. Gli allarmi dello scorso anno contrastano con i 72,4 miliardi di euro di export che l’Italia quest’anno ha ottenuto superando di tre miliardi il record dello scorso anno”.

“L’Italia si è resa protagonista, con le misure messe in campo in queste ore, di un’idea di Europa che serva a garantire prosperità e ricchezza ai cittadini e per farlo occorre avere meno regole rigide e agire rapidamente quando esistono crisi che non dipendono evidentemente da noi, ma che dobbiamo saper affrontare e intervenire sulle questioni economiche, specie su regole che non hanno un gran senso”.

Barbara Orsini: