Ore di ansia per gli oltre 50 mila italiani a Dubai sotto attacco. La Task Force della Farnesina al lavoro per organizzare il complesso rientro, in particolare degli studenti alcuni dei quali abruzzesi. Le testimonianze.
Apparente tranquillità a Dubai dopo gli attacchi dei giorni scorsi da parte dei Pasdaran Iraniani com ritorsione all’operazione congiunta Usa-Israele su Tehran. Sono oltre 50 mila gli italiani, tra residenti, lavoratori e turisti, bloccati sul Golfo e per i quali la speciale Task Force della Farnesina sta lavorando senza sosta per cercare, innanzititto, di garantire la loro tranquillità e in prospettiva, mettere in piedi una sorta di corridoio per tutti coloro che desiderano rientrare. Tra questi apprensione per diversi abruzzesi, in particolare i cinque studenti di Sulmona e Prezza, tra i 124 che stanno partecipando a un progetto della World Student Connection. A Dubai anche l’imprenditore sulmonese Gianfranco Tarsini e, notizia di questa mattina, anche un’altra sulmonese, Laura Cangelosi, quarantenne, figlia di un noto imprenditore ovidiano, lì in vacanza. In contatto costante con la Farnesina i sindaci di Sulmona e Prezza Tirabassi e Scoccia, da noi contattati questa mattina, ci assicurano che i ragazzi abruzzesi stanno bene, sono al sicuro nel loro Hotel e aspettano di ricevere notizie per il loro rientro. Inizialmente erano state indicate due date, mercoledì 4 o sabato 7 marzo, ma purtroppo i tempi potrebbero allungarsi, soprattutto per via del notevole numero di italiani bloccati. Abbiamo contattato anche Valeria Di Santo Della Penna, Presidente del Gruppo “Abruzzesi negli Emirati Abruzzesi Uniti & Paesi del Golfo”, Presidente dell’Associazione Italiana Dubai e sorella della Presidente ADRICESTA Carla Panzino:
“I primi due giorni sono stati davvero drammatici, io e mio marito eravamo a Palm Jumeirah, non molto lontani dai siti bersaglio dei missili iraniani. Temevamo la furente reazione dei Pasdaran dopo l’annuncio della morte di Ali Khamenei. Oggi siamo relativamente più tranquilli, dalle 11.00 di questa mattina non abbiamo più sentito detonazioni. Confidiamo nel fatto che, con l’intervento, al fianco di Usa e Israele, dell’esercito britannico, l’Iran possa limitare la sua attività di ritorsione. Per quanto ci riguarda, come suggeritoci dalle Autoritità Emiratine, abbiamo orari contengentati per svolgere le nostre attività, le difese stanno funzionando bene e ovviamente ci viene chiesto di non uscire di casa. Sono 23 mila gli italiani che lavorano qui, speriamo davvero di poter superare questa fase così critica”
Sullo scenario estremamente drammatica in Medio Oriente l’intervento anche di Shaled Slaloh, rappresentate in Abruzzo della Comunità Iraniana in Italia:
“La Resistenza iraniana al regime dei Pasdaran si sta già organizzando per l’istituzione di un’Autorità che porti alla tanto agoniata nascita della Repubblica Democratica dell’Iran. Siamo stati senpre contrari all’interventi militare, ma non possiamo che accogliere con soddisfazione questa svolta. La morte dei principali responsabili delle migliaia di uccisioni nel nostro Paese, rappresenta un’occasione unica per consegnare all’Iran una democrazia.”
