Riceviamo e pubblichiamo le precisazioni della Casa Accoglienza Genova Rulli di Vasto in merito al sistema della tutela dei minori fuori famiglia
«A seguito della campagna denigratoria messa in atto nelle ultime settimane da parte di alcuni organi di stampa e trasmissioni televisive nei confronti del sistema della tutela dei minori fuori famiglia, e che nelle ultime ore ha coinvolto in modo diretto la Casa Accoglienza Genova Rulli di Vasto, colpendo indirettamente anche gli otto minori attualmente ospiti e le tredici dipendenti della struttura, la Fondazione che gestisce la Comunità ritiene doveroso precisare quanto segue.
La Casa Accoglienza Genova Rulli è una Comunità educativa che opera nel territorio di Vasto e del Vastese da oltre venticinque anni, subentrata allo storico Orfanotrofio istituito nel 1941 grazie al lascito dei Baroni Genova. In questi decenni la struttura ha rappresentato un punto di riferimento per le istituzioni, i servizi sociali e il sistema giudiziario minorile, lavorando in rete con scuole, associazioni, enti pubblici e realtà del terzo settore.
La Comunità è una realtà rispettata e stimata dalle istituzioni con cui si relaziona quotidianamente e si avvale di personale qualificato, formato e altamente professionale. L’équipe educativa è composta da educatrici professionali laureate, con ulteriori specializzazioni e percorsi di formazione avanzata, coordinate da una responsabile psicologa-psicoterapeuta con oltre
vent’anni di esperienza nel settore della tutela minorile e della cura dei traumi evolutivi.
Nel corso degli anni, decine di bambini e adolescenti sono stati accolti e accompagnati con dedizione e competenza in fasi particolarmente delicate della loro vita.
Le comunità educative rappresentano un presidio fondamentale di civiltà giuridica e sociale, garantendo protezione, cura e opportunità di crescita ai minori che, per motivi gravi e valutati dall’Autorità Giudiziaria, non possono temporaneamente vivere nel proprio contesto familiare.
La Casa Accoglienza Genova Rulli opera in stretta collaborazione con una rete di volontari, associazioni e società sportive che contribuiscono alle attività educative, scolastiche, ricreative e di inclusione sociale dei ragazzi ospiti. L’obiettivo primario è sempre il benessere psicofisico dei minori, la loro sicurezza e il loro sviluppo armonico. In questo contesto, l’utilizzo di espressioni quali “prigione”, “41 bis” riferite a una comunità educativa rappresenta una grave e inaccettabile distorsione della realtà, oltre che un’offesa non solo alla struttura e ai professionisti che vi operano, ma soprattutto ai minori che vi sono accolti e protetti. Ogni provvedimento organizzativo e ogni intervento educativo viene adottato esclusivamente sulla base delle indicazioni dell’Autorità Giudiziaria e dei Servizi Sociali competenti, e sempre nell’interesse esclusivo del minore.
Finora la Fondazione ha scelto la via del silenzio per tutelare la privacy e la dignità dei ragazzi, che frequentano regolarmente la scuola, le attività sportive, l’oratorio e i contesti di socializzazione, conducendo una vita il più possibile ordinaria e protetta. Tuttavia, la recente e intensa esposizione
mediatica, con telecamere e obiettivi quotidianamente puntati sulla struttura e sui minori, rappresenta un fattore di forte stress e di ulteriore vulnerabilità per bambini e adolescenti che già vivono situazioni complesse. Si confida in un rapido ritorno a un’informazione responsabile, rispettosa e aderente ai fatti, che tenga conto dell’interesse esclusivo dei minori e della
necessità di proteggere la loro riservatezza. Sarebbe auspicabile spegnere al più presto i riflettori, come atto di tutela e di responsabilità verso chi non ha voce e non può difendersi.
La Fondazione Casa Accoglienza Genova Rulli».