Centinaia ormai gli italiani che sono riusciti a tornare da Dubai e dall’area del Golfo. Anche i cinque studenti abruzzesi sono atterrati ieri sera a Milano, tra urla, abbracci e selfie
Il gruppo di 200 persone, composto soprattutto da studenti tra i 16 e i 18 anni e da alcuni docenti accompagnatori, era a Dubai per un corso alla World Students.
«È stata dura, ma adesso che siamo a casa stiamo bene» hanno detto i ragazzi tra urla, abbracci e baci con i familiari che li attendevano.
Per fortuna da grandi potranno ricordarla solo come una brutta avventura, ma la sensazione di essersela vista brutta devono averla avuta. Bloccati a Dubai dalla pioggia di droni e bombe, l’incubo è finito ieri con il rientro in Italia. L’aereo emiratino è atterrato prima delle 20 a Milano. A bordo c’erano anche i cinque studenti partiti da Sulmona. Tanti i genitori arrivati ad accogliere i loro figli, con evidente commozione e molti sospiri di sollievo.
A parlare di “due notti d’inferno” è stata una delle insegnanti che era con gli studenti:
«Non riesco neanche a descriverlo. Giorno e notte, una cosa terribile. La paura c’è stata. Soprattutto la prima sera, sì perché era tutto nuovo: vedevamo i missili passare e non sapevamo cosa fare. Dopo abbiamo cominciato un po’ a capire quando andare nel bunker, quando funzionavano gli allarmi. È stata un po’ dura ma è andata bene». E sulla possibilità di un altro viaggio di studio ha detto: «Magari non in questo momento negli Emirati Arabi o in Medio Oriente, però sì».
Urla, abbracci, applausi, risa e selfie sono il modo in cui sono stati accolti da famiglie e amici i duecento studenti italiani rientrati dagli Emirati Arabi con un volo da Abu Dhabi.
«Adesso che sono qua e ho baciato mia mamma sto bene. Prima no, però adesso bene» ha detto uno degli studenti.
La cosa più dura è stata “non sapere quando tornavamo” ha aggiunto ringraziando poi tutti quelli che hanno reso possibile il ritorno: lo Stato, gli Emirati, la WSC Italia”.
GLI ITALIANI NELL’AREA DEL GOLFO PERSICO
Sono circa 70 mila, secondo i dati della Farnesina, gli italiani presenti nell’area del Golfo tra residenti, militari, studenti e turisti. Le interruzioni di voli, a partire dal primo attacco di ritorsione dell’Iran, hanno portato alla cancellazione di oltre 12.300 voli da parte di compagnie di
tutto il mondo. Lo scoppio del conflitto in Iran e in tutto il Medio Oriente sta avendo effetti ovviamente anche sui trasporti di merci: quelli marittimi da e per il Golfo Persico sono praticamente paralizzati, e sono previsti supplementi per i container già in viaggio.
Dopo i primi rientri nella giornata di lunedì, altre centinaia di italiani sono riusciti a tornare
in Italia con i voli partiti dagli Emirati Arabi e dall’Oman. Voli commerciali e speciali sono decollati da Muscat, la capitale dell’Oman, verso Roma Fiumicino, con a bordo circa 350 persone, ed altri due voli Etihad da Abu Dhabi, uno per Milano e l’altro per Roma. Nelle prossime ore è già stato programmato un ulteriore volo da Muscat.
«Stiamo lavorando senza sosta per assistere i nostri connazionali rimasti bloccati» ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Intanto a palazzo Chigi la premier Giorgia Meloni ieri ha presieduto due riunioni di governo dedicate agli sviluppi della crisi in Medio Oriente, una delle quali focalizzata proprio sulle misure per assistere e garantire la sicurezza dei cittadini italiani che si trovano in quei paesi, ribadendo il massimo impegno dell’esecutivo.
Ed è già operativa la task force inviata dalla Farnesina all’aeroporto di Muscat e alla frontiera tra Oman e Emirati Arabi: l’obiettivo è facilitare il passaggio dagli Emirati all’Oman e l’imbarco dei voli da Muscat.
La più alta concentrazione di turisti italiani bloccati negli Emirati Arabi in uno stesso luogo è però in questo momento a bordo della Msc Euribia bloccata da tre notti al porto di Dubai.
«Ci dicono di stare sereni – raccontano dalla nave – ma nessuno ci indica delle date o ci dà garanzie per il ritorno».
La compagnia, dal canto suo, fa sapere: «Tutte le nostre strutture sono incessantemente al lavoro per individuare, nel più breve tempo possibile, una soluzione che garantisca agli ospiti a bordo e un rientro sicuro e ordinato nei rispettivi Paesi di provenienza».
La Farnesina sta approntando l’assistenza anche per i turisti italiani che si trovano in altri luoghi del mondo, ma avevano i voli di transito in uno degli hub dei paesi del Golfo. Come ad esempio i circa 3mila bloccati alle Maldive, che dovevano passare per Dubai.
«Stiamo cercando di approntare voli charter che possano incrementare le partenze dalle Maldive per arrivare direttamente in Italia, si tratta di un lavoro complicato – spiega ancora Tajani – . Anche in Thailandia stiamo cercando di dare risposte ai nostri connazionali per tutti i voli dall’Estremo Oriente che passano attraverso Doha, Dubai, Abu Dhabi, per dare loro l’assistenza nel modo migliore possibile, c’è chi ha bisogno di medicinali».
Anche l’ambasciata italiana a Nuova Delhi si è mobilitata per aiutare l’ambasciata a Colombo, perché non tutti i medicinali che vengono richiesti da italiani che sono nello Sri Lanka sono disponibili in quel paese.
La sindaca di Prezza Marianna Scoccia, che è anche vicepresidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, ha detto:
«Il nostro lavoro non si ferma qui – . Ci sono ancora diversi concittadini della Valle Peligna bloccati a Dubai, insieme a tanti altri cittadini abruzzesi che attendono di poter tornare a casa. Sono in contatto costante con molti di loro e, per quanto possibile, sto cercando di fornire ogni informazione e aggiornamento utile per gestire queste ore difficili. L’attenzione resta massima. Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità, interloquendo con ogni livello istituzionale necessario, finché l’ultimo dei nostri corregionali non avrà fatto rientro a casa in totale sicurezza. La Valle Peligna e l’Abruzzo non lasciano indietro nessuno».
Il sindaco di Sulmona Luca Tirabassi ha dichiarato in una nota inviata alle redazioni giornalistiche:
«Possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo. È la notizia che aspettavamo e che apprendiamo con gioia. Stanno tutti bene e voglio congratularmi con loro per come hanno affrontato con serietà e senso di responsabilità questa dura esperienza. Invio a tutti loro un abbraccio caloroso a nome mio, dell’amministrazione comunale e dell’intera città di Sulmona, che ha partecipato con solidarietà e vicinanza in questi giorni di attesa.
Resta ora l’apprensione per gli altri due nostri concittadini bloccati ancora a Dubai, per i quali manteniamo sempre attivi i contatti con la Farnesina e le autorità competenti, che ringraziamo per quanto fatto finora, per l’impegno e la disponibilità, affinché anche loro possano tornare a casa nel più breve tempo possibile».
