Stanotte a L’Aquila i 30 migranti richiedenti asilo accolti da Fraterna Tau nel dormitorio allestito nei locali della mensa di Celestino. Oggi 24 già trasferiti in Calabria
Questa mattina, intorno alle 8.00, 24 dei 30 migranti a L’Aquila da giorni, su disposizione della Prefettura sono stati trasferiti dalla Polizia secondo la rete Cas dell’accoglienza. I migranti sono stati dislocati in Calabria, su tre province: Vibo Valentia, Cosenza e Crotone. A L’Aquila, sempre assistiti dalla Fraterna Tau, ne restano 6.
I 24 richiedenti asilo originari del Pakistan e dell’Afghanistan sono stati trasferiti con un autobus privato allestito
davanti alla Questura.
Dopo notti all’addiaccio e giorni di polemiche, nella notte sono stati accolti nel locale mensa della Fraterna Tau, in una porzione del complesso non soggetta alla sentenza di demolizione. All’interno degli spazi della mensa di Celestino, nel complesso di piazza d’Armi, sono state allestite brandine per tutti e 30 i richiedenti asilo.
Ieri sera tantissimi cittadini e associazioni hanno portato coperte e sacchi a pelo ai ragazzi ospitati. Una “gara” silenziosa, fatta di sacchetti e scatoloni. Secondo Paolo Giorgi, responsabile della Fraterna Tau Onlus che gestisce la mensa dei poveri, rappresenta un omaggio alla figura di padre Quirino Salomone, padre spirituale della struttura scomparso un anno fa.
L’iniziativa è stata rilanciata sui social dalla consigliera comunale Simona Giannangeli, con un invito alla mobilitazione e
un presidio davanti alla chiesa di San Bernardino a piazza d’Armi. Nel messaggio Giannangeli parla di “violenza
istituzionale” e richiama la memoria di una città che conosce cosa significhi perdere una casa: “L’Aquila resta umana” è il
messaggio che accompagna l’appello. Sul posto presenti anche esponenti dell’opposizione, tra cui i consiglieri comunali Paolo Romano, Lorenzo Rotellini e Stefano Albano, oltre al senatore dem Michele Fina, che conferma l’intenzione di portare il caso agli atti del Parlamento. A coordinare gli aiuti anche il segretario generale della Cgil L’Aquila, Francesco Marrelli, insieme alla sindacalista Miriam Del Biondo, che ha commentato:
“C’è un’altra città e questa sera ha risposto alla chiamata ed è accorsa a Piazza d’Armi, dove è stato allestito un dormitorio di fortuna”.
Da registrare anche le proposte concrete: l’editore aquilano Edoardo Caroccia suggerisce alla Prefettura di aprire le porte di Progetto case e Map non più utilizzati per dare riparo alle persone in arrivo, in attesa di destinarle alle strutture della rete. “Questione di umanità e buon senso” ha detto Caroccia.
La battaglia tra Comune e Fraterna Tau era iniziata giorni fa, dopo l’annuncio dell’associazione di volere ospitare i giovani migranti nella chiesa di San Bernardino. Il Comune ha diffidato Fraterna Tau ricordando che quella di piazza d’Armi è una struttura provvisoria in legno, realizzata dopo il terremoto del 2009, ed è oggetto di un’ordinanza di demolizione come anche il conventino.