Sull’indagine della Procura di Pescara per accertare eventuali irregolarità nei concorsi pubblici, indetti dal Comune, il sindaco Carlo Masci, su Rete8, nella rubrica Il Fatto condotta dal direttore Carmine Perantuono afferma che la politica è estranea a logiche di nepotismo e clientelismo
Anzi, sostiene che la politica non c’entra con i concorsi affidati a dirigenti preparati e qualificati e che la macchina del fango si scatena proprio a ridosso delle elezioni. Poi precisa che i parenti dei politici possono partecipare ai concorsi perché il contrario andrebbe contro la Costituzione, la politica non c’entra, le procedure sono segrete sottolineando il fatto che non ci sono nemmeno i nomi che non vengono scoperti finché non ci sono i vincitori. Si utilizzano i concorsi per attaccare la parte politica e invece si attaccano dirigenti e funzionari perché la politica con i concorsi non c’entra nulla, è previsto per legge – dice Masci. Tali funzionari hanno svolto le procedure concorsuali da cui sono usciti i risultati e oggi si mettono in discussione per motivi politici perché qualcuno pensa che così si possono guadagnare consensi da qualche mal di pancia. Io credo che questo non porterà vantaggi a chi professa che tutto questo è negativo. Ci sono dei dirigenti, ci sono delle persone che hanno partecipato ai concorsi, ci sono delle persone che hanno vinto e coloro che non hanno vinto e sono in una posizione di attesa per quanto riguarda la possibilità di entrare ma per come è successo sempre in qualsiasi concorso. Io credo che si debba tornare a un clima di serenità”.
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