A quasi quattro anni dal ritrovamento del corpo senza vita di Cristian Muntianu, il tribunale di Teramo ha scritto il primo capitolo giudiziario sul delitto avvenuto a Villa Rosa di Martinsicuro
Il giudice Roberto Veneziano ha condannato a 18 anni di reclusione Mircea Alexandru Istrate, il romeno 38enne ritenuto responsabile dell’omicidio del connazionale 47enne. La sentenza è arrivata al termine del rito abbreviato, formula che prevede lo sconto di un terzo della pena.
La Procura – rappresentata dalla pm Monia Di Marco – aveva chiesto una condanna a 20 anni. Secondo la ricostruzione accusatoria, Muntianu sarebbe stato ucciso all’interno dell’edificio abbandonato vicino al centro commerciale Il Grillo, dove viveva in condizioni di estrema precarietà. L’uomo, arrivato dalla Romania con l’obiettivo di trovare lavoro e sostenere economicamente un familiare malato, aveva alle spalle un percorso difficile fatto di spostamenti e lavori saltuari, fino a stabilirsi sulla costa teramana.
Condivideva il rifugio di fortuna con altri senza fissa dimora ed era conosciuto dai commercianti della zona per i modi educati e discreti. A far scattare le ricerche fu proprio un barista, insospettito dall’assenza prolungata del 47enne. In un primo momento i controlli non portarono a nulla, ma il successivo intervento dei cani molecolari consentì di individuare il corpo, nascosto tra calcinacci e detriti nello stesso stabile che per Muntianu era diventato riparo e, secondo l’accusa, anche luogo dell’aggressione mortale.
Le indagini dei carabinieri, coordinate inizialmente dal pm Andrea De Feis e poi dalla pm Francesca Zani, si sono concentrate subito sull’ambiente frequentato dalla vittima. Tra gli elementi ritenuti decisivi figura il Dna dell’imputato repertato all’interno dell’edificio. Gli investigatori hanno inoltre ricostruito un rapporto conflittuale tra i due connazionali, segnato – stando all’accusa – da episodi di minacce e richieste di denaro. L’omicidio sarebbe maturato in questo contesto.
Istrate avrebbe colpito la vittima con un bastone più volte, infierendo su testa e corpo.Dop o il delitto il 38enne aveva fatto perdere le proprie tracce. È stato rintracciato e arrestato nel 2025 in Francia, grazie alla collaborazione con le autorità straniere, e successivamente trasferito in Italia per affrontare il processo. Assistito dall’avvocato Gianfranco Di Marcello, ha sempre respinto ogni accusa.
Nel procedimento si sono costituiti parte civile gli otto fratelli e sorelle di Muntianu, rappresentati dall’avvocato Mariateresa D’Innocenzo. Il tribunale ha riconosciuto a ciascuno una provvisionale immediatamente esecutiva di 10mila euro, rinviando a un successivo giudizio la quantificazione complessiva del risarcimento.
