Maltempo Lanciano: Europa Verde Frentania sollecita misure

Europa verde Frentania traccia un bilancio dopo l’ondata di maltempo che ha travolto l’Abruzzo e invita ad intraprendere misure concrete

Secondo Rita Aruffo e Stefano Luciani, di Europa Verde Frentania, non è più sufficiente intervenire in modo episodico, occorrono programmazione e interventi a lungo termine.

«Passata l’emergenza maltempo, riteniamo doveroso tracciare un bilancio di quanto accaduto nelle giornate dell’1, 2 e 3 aprile. Si è trattato, senza dubbio, di eventi eccezionali che tuttavia si stanno verificando con crescente frequenza, non solo sul nostro territorio ma in tutto il Paese. Proprio per questo, non è più sufficiente intervenire in modo episodico, a danno ormai avvenuto. È necessario avviare una riflessione seria e strutturata, orientata a politiche di lungo periodo capaci di tutelare il territorio e garantire la sicurezza dei cittadini.

In primo luogo, occorre porre un freno deciso al consumo di suolo, in linea con la direttiva europea 2024/1991 sul ripristino della natura, che prevede l’incremento delle aree verdi urbane e il progressivo azzeramento di nuove superfici impermeabilizzate. Gli effetti di un uso eccessivo e non sostenibile del suolo sono stati evidenti durante l’emergenza: strade allagate, smottamenti, aree rese impraticabili.

Il dissesto idrogeologico che interessa la nostra città, fino al centro urbano — basti pensare a Corso Trento e Trieste, al Parco Diocleziano, all’area di Sant’Egidio e alla zona che da Piazza del Malvò arriva fino al mercato coperto — richiederebbe maggiore attenzione e risorse, come avvenuto in passato, proprio per prevenire i rischi legati a eventi meteorologici estremi.

Anche il patrimonio arboreo cittadino merita tutela attraverso attività costanti di monitoraggio e messa in sicurezza. È fondamentale garantire, da un lato, la conservazione delle alberature in ambito urbano e, dall’altro, l’incolumità delle persone. Interventi non adeguati o assenti, così come tagli indiscriminati, rischiano infatti di compromettere sia il valore ambientale sia la sicurezza pubblica.

Alla luce di tutto ciò, appare evidente come l’attuale amministrazione, guidata dal sindaco Paolini, abbia adottato scelte in direzione opposta — quando non sia rimasta del tutto inerte. Sul fronte del consumo di suolo, negli ultimi anni si è assistito, nonostante le segnalazioni, alla progressiva riduzione delle aree verdi, spesso trasformate in superfici asfaltate e destinate alla sosta delle auto. Interventi come quelli in Via del Verde, un parcheggio in luogo di verde pubblico, hanno aggravato situazioni già critiche come quella all’incrocio tra via per Fossacesia e Via del Mancino, di nuovo allagata e impraticabile dopo le piogge intense.

Parallelamente, lo sviluppo di nuovi complessi residenziali e commerciali in aree precedentemente verdi — in un contesto segnato da calo demografico — ha ulteriormente aumentato la pressione su una rete fognaria che necessiterebbe invece di un significativo ammodernamento.

Per quanto riguarda il dissesto idrogeologico, si registra una drastica riduzione delle risorse e l’abbandono delle attività di monitoraggio, come dimostrano i sensori non funzionanti in Corso Trento e Trieste, area che richiederebbe invece un controllo continuo del sottosuolo. In modo emblematico, proprio sopra una delle zone più critiche è stato realizzato un parcheggio a pagamento.

Ancora più grave, a nostro avviso, è quanto accaduto nella gestione dell’emergenza. Mentre la quasi totalità dei comuni della provincia disponeva la chiusura delle scuole per tutelare studenti e famiglie, il nostro sindaco non ha assunto alcuna decisione tempestiva. Gli eventi delle ore successive hanno purtroppo evidenziato una preoccupante impreparazione: frane con mezzi coinvolti nelle vicinanze degli Eroi Ottobrini, smottamenti sulla strada comunale Colacioppo — quotidianamente percorsa da autobus scolastici — e criticità lungo le arterie provenienti da Orsogna e San Vito Chietino.

Alla luce di questi fatti, riteniamo che l’attuale amministrazione non sia adeguata ad affrontare situazioni di questa complessità. Sarebbe auspicabile un’assunzione di responsabilità da parte dell’intera giunta. In assenza di un cambio di passo, il rischio è quello di continuare a rincorrere le emergenze, senza una visione strategica, limitandosi a interventi tampone e rinviando decisioni ormai non più procrastinabili».

Marina Moretti: