Danni per almeno tre milioni di euro a Pescara città dopo l’ondata di maltempo dei giorni scorsi. Strade distrutte e limo da smaltire dalle golene. Danni ingenti anche sull’arenile. Intanto il Prefetto fa un bilancio sull’attività del Ccs.
La quiete dopo la tempesta sulla città di Pescara flagellata, come quasi tutti i centri in Abruzzo, dall’ondata di maltempo delle ultime 48 ore. L’emergenza sembra essere rientrata grazie anche al ritiro nel suo alveo naturale del fiume, ma dall’acqua e dal fango sbucano fuori le profonde ferite di un territorio fortemente segnato dall’incessante e abbondante pioggia di questi giorni. Il sindaco Masci, dopo una serie di sopralluoghi effettuati anche in mattinata, prova a fare un bilancio: strade completamente distrutte, in Via Raiale, dove è stato riaperto parzialmente l’accesso dall’asse attrezzato, ma solo in direzione Chieti, visti i liquami che permangono nel sottopasso direzione est; sulla riviera, dove saranno effettuati dei lavori di tamponamento sul manto stradale, completamente sbriciolato in più punti, ma dove sarà necessario un nuovo intervento di rifacimento lungo tutto il tratto fino al confine con Montesilvano. Per non parlare del limo rimasto sulle golene che dovrà essere in qualche modo smaltito, non certo ributtandolo al fiume. C’è poi il problema della spiaggia totalmente devastata e inondata di tronchi e rami trasportati dalla piena. Nel ringraziare tutta la squadra di tecnici, Polizia Locale, Protezione Civile e Forze dell’ordine per il costante lavoro H24, poi, una sommaria quantificazione dei danni subiti:
“Penso non meno di tre milioni di euro che cercheremo di ottenere, accordandoci con la Regione, nella richiesta di ristori per calamità naturale – precisa il sindaco – ovviamente noi come amministrazione comunale non siamo in grado di sostenere tutte le spese, e in questo penso anche ai danni subiti dalla nostra marineria con l’intasamento alla foce che non consente alle barche di uscire ed entrare. Confido nello sblocco delle pratiche burocratiche per dare un’accelerata ai lavori per la realizzazione del nuovo Porto.”
Di fronte al Palazzo di città, il Palazzo del Governo dove prosegue, anche se con meno frenesia vista la fine dell’emergenza, l’attività del CCS coordinata dal Prefetto Luigi Carnevale. A lui il compito di fare un bilancio sottolineando quelle che sono state le situazioni più critiche, in particolare le evacuazioni preventive di Popoli e Spoltore, dove tutto è filato liscio, così come il guasto all’acquedotto del Tavo dove l’intervento tempestivo dei tecnici Aca ha consentito di risolvere il problema in tempi rapidi e la segnalazione di una serie di smottamenti in diverse aree del territorio provinciale:
“L’intera struttura prefettizia ha retto al meglio – sottolinea Carnevale – grazie a un perfetto lavoro di squadra. Siamo stati in grado di limitare i danni il più possibile e di questo dobbiamo ringraziare in particolare i vari sindaci che hanno mostrato un grande spirito di collaborazione. L’attività del CCS comunque proosegue anche se le condizioni meteo sono di molto migliorate.”
È sempre più difficile la situazione della marineria pescarese costretta a convivere da anni con il problema dei bassi fondali: a dare il colpo di grazia è arrivata la forte ondata di maltempo che ha ulteriormente peggiorato la situazione. A spiegare l’accaduto è Doriano Camplone, presidente dell’Associazione Mimmo Grosso. “La violenza dell’ondata di piena – ha spiegato Grosso – ha modificato le condizioni batimetriche dei fondali con smottamenti sommersi, per cui sono venute meno le condizioni minime di navigabilità che secondo l’ordinanza 117 del 2025 della capitaneria di porto vieta in assenza di condizioni minime di sicurezza di uscire dal porto per le imbarcazioni che sono all’ormeggio e di rientrare per quelle che sono al largo in mare. Tanto è vero che mercoledì sera tre pescherecci della flotta avendo trovato le note difficoltà a rientrare proprio per la presenza di questa grave secca all’imbocco del porto sono state costrette a dirottare nel porto di Ortona dove si trovano ora. Abbiamo chiesto lo stato di emergenza perché oltre al
problema del maltempo di questi giorni, noi abbiamo una marineria bloccata nel porto fino a quando non ci saranno le garanzie di navigabilità in sicurezza. Parliamo di una situazione grave e non più sostenibile per cui abbiamo chiesto alla Regione di attivare le pratiche per la dichiarazione dello stato di emergenza perché la marineria è di fatto bloccata nel porto ed impossibilitata ad andare in mare”.
