Dopo l’ondata di maltempo che ha colpito l’Abruzzo, la Protezione Civile Abruzzo specifica che la situazione è in miglioramento
Resta comunque elevato il livello di attenzione. Ancora attivi 132 Coc e i quattro Ccs.
«La situazione complessiva evidenzia segnali di miglioramento, ma resta ancora elevato il
livello di attenzione, in particolare per il rischio idrogeologico e per le conseguenze legate allo scioglimento della neve accumulata nelle aree interne; molto elevato anche il rischio valanghe». Ad evidenziarlo è il direttore dell’Agenzia di Protezione Civile dell’Abruzzo, Maurizio Scelli, facendo il punto sull’intensa ondata di maltempo che ha messo in ginocchio il territorio.
Dunque massima attenzione a valanghe e slavine, che con il progressivo innalzarsi delle temperature potrebbero costituire un serio pericolo. Citati, in particolare, i versanti orientali del Gran Sasso e della Maiella che hanno accumulato elevati quantitativi di neve. Nelle zone in questione, considerate le criticità, al momento si sconsiglia vivamente la frequentazione dei pendii innevati, al di fuori delle aree gestite e controllate. Nei prossimi giorni è fondamentale, prima di intraprendere qualsiasi attività, pianificare con attenzione l’itinerario e informarsi sulle condizioni meteo e sul bollettino di pericolo valanghe; dotarsi dell’adeguata attrezzatura per autosoccorso esercitandosi con frequenza all’uso; non avventurarsi mai da soli e comunicare sempre il proprio percorso; affidarsi ad un professionista della montagna. Si raccomanda inoltre di rispettare la segnaletica e le indicazioni delle autorità locali e dei gestori degli impianti.
Secondo il Servizio Meteomont dell’Arma dei carabinieri attualmente sulla Majella il grado di pericolo è ‘Forte 4’. Su Gran Sasso Est-Laga Est è ‘Forte 4’ sopra i 1.300 metri e ‘Marcato 3’ più in basso. Il problema valanghivo principale è la neve fresca in alta quota e la neve bagnata alle quote
inferiori. Su Gran Sasso Ovest, il grado di pericolo valanghe è ‘Marcato 3’, sia in quota che alle quote inferiori. Su Velino-Sirente, Parco Nazionale d’Abruzzo, Mainarde, Alto Molise e Monti del Matese, il pericolo valanghe è ‘Marcato 3’ in quota e ‘Moderato 2’ più in basso. Su questi sottosettori il problema valanghivo è la neve fresca a eccezione del Velino Sirente in cui il problema valanghivo dominante è determinato dai lastroni da vento: da segnalare che il forte vento ha spesso consentito alle precipitazioni nevose di superare i crinali pertanto, anche
alcuni settori tradizionalmente sotto vento rispetto ai venti di grecale e tramontana come il Matese e il Velino-Sirente, sono stati interessati da cumulate significative.
In Abruzzo al momento sono ancora attivi 132 Centri operativi comunali (Coc), oltre ai Centri coordinamento soccorsi (Ccs) nelle prefetture quattro province.
Le situazioni di criticità già segnalate permangono, seppur con una generale tendenza al miglioramento, in particolare per quanto riguarda i livelli dei fiumi, attualmente in leggero abbassamento.
Sul fronte delle infrastrutture idriche, il Consorzio di Bonifica Sud ha segnalato la rottura della condotta di acqua potabile e industriale a servizio dei comuni di Vasto, San Salvo e Montenero di Bisaccia. Sono attualmente in corso le verifiche tecniche.
Ulteriori criticità sono state comunicate da Sasi spa che ha disposto la sospensione della fornitura idrica a causa del cedimento dell’acquedotto principale tra la sorgente Sinello e il partitore nel comune di Roccaspinalveti, compromesso dagli smottamenti dovuti alle precipitazioni. I disservizi interessano una quindicina di comuni della provincia di Chieti.
Nel Chietino si registrano 114 persone evacuate in 12 comuni. Il livello dell’invaso di Bomba è in rientro nella soglia di preallarme. Permangono criticità significative in alcune zone interessate da frane.
Nel Teramano, fa sapere la Protezione civile, persistono problematiche rilevanti a Silvi, dove sono ancora in corso interventi per la frana che ha provocato il crollo di diverse abitazioni.
Anche in provincia di Teramo disagi alla viabilità per frane e smottamenti che, in alcune casi, rischiano di far rimanere isolate contrade e frazioni.
Nel Pescarese, a Spoltore si registrano ancora 300 persone sgomberato per gli allagamenti in
località Santa Teresa, ma la situazione è in progressivo rientro.
A Pescara le golene nord e sud, fino alla scorsa notte invase dall’acqua, ora sono coperte da uno strato di melma e restano comunque chiuse. Il Centro operativo comunale (Coc), che ha
ricevuto ed evaso 140 segnalazioni, continua a rimanere aperto. Tutte le strade, fa sapere Palazzo
di Città, sono praticabili.
Resta in parte chiusa la zona di via Raiale, che è in una situazione critica a causa degli allagamenti. I residenti in quell’area, isolati a causa delle strade impraticabili per la pioggia, sono stati raggiunti ieri sera da un tecnico del Coc e da un volontario del Gruppo comunale di Protezione civile per valutare eventuali problematiche e registrarne le necessità.
A Montesilvano, con apposita ordinanza del sindaco, è stato revocato il divieto di accesso al cimitero comunale, nei parchi e nei giardini pubblici
Il fiume Pescara è rientrato negli argini, mentre sul fiume Saline per una erosione delle acque si è provocata una rottura del canale fognario con conseguente sversamento in mare. Sul posto sono al lavoro squadre della Provincia e di Aca.
Nessuna criticità di rilievo nell’Aquilano.