Nel pomeriggio di oggi, sabato 4 aprile il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano in Abruzzo per i sopralluoghi e la stima dei danni provocati dal maltempo
Un bilancio pesantissimo quello lasciato dall’ondata di maltempo che ha colpito Abruzzo e Molise. Sono 492 le persone rimaste senza casa, mentre migliaia di residenti e numerose fabbriche sono prive di acqua potabile a causa dei gravi danni alle condotte idriche. Sullo sfondo di un’emergenza diffusa, si consuma anche una tragedia dai contorni ancora oscuri: la scomparsa di Domenico Racanati, 53enne pescatore pugliese, precipitato nel fiume Trigno con la sua auto dopo il crollo del ponte sulla statale 16 Adriatica.
Racanati, partito da Bisceglie e diretto a Ortona per affari, era al telefono con la moglie Vanessa al momento dell’incidente. La conversazione si è interrotta improvvisamente nel punto in cui la statale attraversa il corso d’acqua. Finora il fiume ha restituito la targa e parte del paraurti della Fiat Bravo, ma dell’uomo nessuna traccia. Le ricerche, condotte dai vigili del fuoco, proseguono senza sosta, mentre il livello del Trigno resta un elemento critico.
La moglie chiede verità: «Voglio sapere perché le transenne erano state spostate». Un testimone avrebbe riferito di aver visto l’auto precipitare nel vuoto, alimentando i dubbi sulle misure di sicurezza. L’Anas, dal canto suo, sostiene che il tratto fosse chiuso al traffico già dalla sera precedente, con barriere fisiche e segnaletica su oltre sette chilometri, e che due veicoli abbiano violato il divieto. Resta da chiarire se qualcuno abbia rimosso le transenne durante la notte. Sul posto si è recata anche la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, per seguire da vicino l’inchiesta.
Intanto la viabilità è nel caos. Sull’autostrada A14 si sono formate lunghe code per lavori, incidenti e chiusure notturne, con pesanti disagi per automobilisti e trasportatori. In nottata sono stati chiusi il casello di Lanciano e il tratto tra Vasto Sud e Vasto Nord verso Pescara.
Gravissima anche la situazione idrica: la rottura della condotta principale e il cedimento dell’acquedotto hanno causato sospensioni dell’acqua in numerosi comuni del Chietino. In provincia di Chieti si contano 114 evacuati in 12 comuni, ai quali si aggiungono 48 sfollati a Silvi e circa 300 a Spoltore. (QUI L’APPROFONDIMENTO)
Frane e smottamenti interessano vaste aree del Teramano, del Pescarese e delle zone interne, con strade interrotte, rischio isolamento di frazioni e problemi alla rete elettrica. A Silvi la situazione resta delicata: una nuova frana ha portato alla chiusura di una strada provinciale, mentre continuano i monitoraggi sulla collina e restano chiuse alcune scuole. Un tavolo tecnico è previsto nei prossimi giorni per valutare tempi e modalità di rientro in classe.
Oggi intanto proprio a Silvi e prima ancora sul Trigno, sono fissati i sopralluoghi del capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano, per fare il punto sugli interventi e stimare i danni assieme al presidente della Regione Marsilio che ha annunciato la richiesta di stato di Calamità per i fenomeni degli ultimi giorni.
