Analizzate le risposte dei cittadini, il progetto della Asl di Teramo per ridurre le liste d’attesa riporta dati inaspettati
La statistica parte dai numeri complessivi: su 4.530 chiamate per anticipare una prestazione sanitaria, gli operatori hanno registrato 3.524 risposte. In relazione a queste, il 65% dei pazienti ha rifiutato la nuova data. I motivi delle rinunce sono stati analizzati dall’azienda sanitaria: per il 55% la problematica riguarda la prima data proposta, al 20% non è gradita la struttura, mentre il 12% ha già eseguito la prestazione. Nei casi restanti, la rinuncia è legata a motivazioni personali.
«Questi dati sono significativi e evidenziano diverse inappropriatezze delle prescrizioni alle prestazioni a cui le persone si sottopongono. – ha detto il Direttore Generale della Asl di Teramo Maurizio di Giosia – È fondamentale intervenire sull’appropriatezza delle richieste, sulla presa in carico del paziente e sul Cup di secondo livello. Possiamo offrire tutto, ma, se non si interviene sulla domanda, le criticità resteranno. Ci faremo portatori di questa situazione alla Regione, ma anche a livello nazionale, per far capire che queste cose sono fondamentali».
Con 700mila euro la Asl di Teramo ha finanziato il progetto, partito il mese scorso nell’ambito del “Programma di recupero delle liste d’attesa”, aggiungendo delle prestazioni a quelle da calendario per anticipare le prenotazioni che vanno oltre i tempi previsti dalla norma.
«Il progetto continua, l’investimento lo abbiamo fatto – conferma Di Giosia -. Si va avanti perché, di fronte anche alle inappropriatezze, ci sono persone che hanno bisogno di prestazioni sanitarie, ma iplementeremo questo progetto. In questa prima fase abbiamo utilizzato il metodo del recall per chiamare i soggetti ai quali erano stati dati dei tempi lunghi di attesa. Adesso cercheremo di fare sì che chi si reca al Cup troverà una prestazione in tempi molto più brevi nel rispetto dei tempi stabiliti dalla norma».