Liste d’attesa sanità: Abruzzo in fondo alla graduatoria

Liste d’attesa sanità: gravi ritardi al Sud, Abruzzo e Puglia in fondo alla graduatoria. UGL salute chiede confronto

La Piattaforma nazionale liste d’attesa dell’Agenas restituisce una fotografia impietosa dell’anno appena terminato. Secondo i primi dati anticipati dal Sole 24 Ore, Abruzzo e Puglia sono le regioni Cenerentola. Particolarmente desolanti appaiono i tempi necessari per accedere ad alcune prestazioni.

La Piattaforma sulle liste d’attesa realizzata dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali Agenas ha l’obiettivo di monitorare, su scala nazionale, i tempi di attesa delle prestazioni ambulatoriali, in particolare il rispetto delle tempistiche previste dalle diverse classi di priorità (U – urgente, B – breve, D – differibile, P – programmata).

Le informazioni elaborate dalla centrale di controllo dei tempi di attesa, sulla base dei numeri comunicati dai Cup di ciascuna Regione, evidenziano ancora una spaccatura tra Nord e Sud. L’Abruzzo non ne esce bene: all’Asl di Teramo per un ecocolordoppler alla carotide ci vogliono 861 giorni: più o meno due anni e mezzo, a fronte dei quattro mesi fissati come limite di legge per le prestazioni programmabili.

Nella sanità pubblica in Abruzzo le maggiori criticità riguardano la colonscopia, indice di alert, ossia il ritardo delle richieste, al 68%, la gastroscopia (abruzzo al 55%, ultimo posto, con il picco di Teramo al 78%), la prima visita dermatologica (Abruzzo al 56%, la peggiore) e la Tc torace (37%).

Anche per effettuare un ecocolordoppler dei tronchi sovraaortici spicca in negativo la Asl di Teramo: il 72% delle prestazioni viene eseguito con grave ritardo.

Sulla situazione nazionale complessiva è intervenuto il ministro della salute Orazio Schillaci che ha strigliato le Regioni, ai presidenti ai manager delle Asl accusati di non effettuare controlli efficaci per evitare abusi e scorciatoie per aggiustare le code.

«Le Regioni devono impegnarsi. I direttori generali e sanitari devono essere più attenti. Questa non è una richiesta: lo prevede la legge. E qui devo essere diretto. Devono cessare immediatamente quelle pratiche, e pratiche è un eufemismo, che consistono nel manipolare i dati per apparire in ordine quando in ordine non si è. Agende pulite sulla carta, liste apparentemente brevi, standard rispettati almeno nei registri. Sono trucchi che definisco scandalosi, sono artefatti solo per mostrare standard che poi non corrispondono a quello che i cittadini vedono ogni giorno. L’unico effetto che producono è nascondere le condizioni vere dei servizi che quei cittadini avrebbero diritto a ricevere. Questo non è un problema tecnico. È un problema di onestà».

Nel mirino di Schillaci c’è anche l’intramoenia – che per legge non dovrebbe mai superare l’attività pagata dal Ssn:

«Se un cittadino viene mandato via perché le liste d’attesa sono chiuse, ma se paga magicamente ci sono medici, sale e apparecchiature disponibili, questo non è scorretto. È disumano. C’è un obbligo di verifica da parte delle Direzioni aziendali. Inoltre, quando le liste d’attesa superano i tempi previsti, le Direzioni generali devono garantire le prestazioni anche attraverso la libera professione, ma al prezzo delle tariffe pubbliche, ovvero solo con il ticket».

Il Segretario UGL Salute Abruzzo, Stefano Matteucci, ha commentato così i dati pubblicati da Il Sole 24 Ore e le dichiarazioni del Ministro della Salute:

«La UGL Salute Abruzzo denuncia con forza l’assenza di risultati concreti nonostante la presenza di una dirigenza regionale specificamente individuata per il governo delle liste d’attesa. Se esiste una governance regionale per le liste di attesa è legittimo chiedersi quali risultati siano stati raggiunti. I numeri raccontano ancora ritardi importanti e cittadini esasperati. Non possiamo continuare a parlare di monitoraggi senza vedere miglioramenti reali. Non è una questione personale, ma di responsabilità istituzionale. Se dopo tutto questo tempo di incarico la situazione resta critica, è doveroso interrogarsi sull’efficacia delle strategie adottate. I cittadini abruzzesi non possono essere ostaggio di un sistema che non produce risultati».

La UGL Salute Abruzzo chiede  la convocazione urgente di un tavolo di confronto con tutte le organizzazioni sindacali e la presentazione pubblica di un piano straordinario con obiettivi e scadenze precise.