L’intelligenza artificiale nella guerra in Iran. In Abruzzo obiettivi sensibili

E’ Claude il modello di intelligenza artificiale che gli americani avrebbero utilizzato per “orientare” l’attacco all’Iran, a scopi di intelligence e per selezionare gli obiettivi

L’intelligenza artificiale trovo applicazione anche in campo bellico. La notizia del suo utilizzo è trapelata sui principali media statunitensi. Il sistema utilizzato per realizzare Claude è quello di Anthropic, creato dalla società fondata dall’italoamericano Dario Amodei. Lo stesso bot sarebbe già stato utilizzato molto recentemente: nel blitz in Venezuela per catturare e rapire Nicolas Maduro, in quella che apparentemente è la prima operazione dei militari americani pianificata utilizzando l’intelligenza artificiale. Non è chiaro come il modello sia stato utilizzato, anche perché le capacità stimate di Claude vanno dalla semplice estrazione di testo da un documento fino a operazioni molto più complesse e articolate, come la guida autonoma di droni e il tracciamento di una rotta. Anthropic ha ribadito che la sua politica non consente l’uso di Claude a scopi militari. Intanto cresce il livello di allerta visti gli ultimi sviluppi. In Italia, ha sottolineato il professor Antonio Teti, responsabile Sistemi Informativi, Innovazione Tecnologica e sicurezza informatica – Università G. D’Annunzio – Chieti-Pescara, l’allerta è alta per contrastare eventuali attentati terroristici. Anche in Abruzzo l’allerta resta alta, vista la presenza di alcuni obiettivi sensibili, come lo stabilimento Leonardo a Chieti Scalo e Telespazio ad Avezzano. Il Gruppo Leonardo, ha aggiunto ancora il professor Teti, è uno stabilimento chiave della Divisione Elettronica dell’azienda, leader tecnologico in aerospazio, difesa e sicurezza, focalizzato sullo sviluppo e produzione di sistemi di comunicazione (aerei, navali, terrestri) e avionici, con una lunga storia e importante presenza industriale. Telespazio, ha aggiunto infine il professor Teti, è un polo d’eccellenza con alle spalle oltre cinquant’anni di storia: nel 2018 ha ricevuto la prestigiosa full certification assegnata della World Teleport Association. Il Centro spaziale “Piero Fanti” del Fucino di Telespazio è attivo dal 1963 e oggi, con le sue 170 antenne e i suoi 370.000 mq di superficie, è riconosciuto come il primo e più importante “teleporto” al mondo per usi civili. Presso il Centro spaziale del Fucino si svolgono attività di controllo in orbita di satelliti, servizi di telecomunicazioni, televisivi e multimediali. A supporto dei servizi erogati sono attive le funzioni di logistica operativa e di “field service”. Vi lavorano 250 addetti fra ingegneri, tecnici specializzati e personale operativo. All’interno del Fucino hanno sede il Centro di Controllo della costellazione satellitare per l’osservazione della Terra COSMO-SkyMed e uno dei Centri di Controllo che gestiscono il sistema europeo di navigazione e localizzazione satellitare Galileo.

 

Fabio Lussoso: