LFoundry Avezzano: futuro sempre più nero per i somministrati

Futuro sempre più nero per i lavoratori somministrati alla LFoundry di Avezzano. Confermata per aprile la  sospensione totale delle attività

FeLSACISL, Nidil Cgil e UILTemp UIL definiscono quello dell’azienda un “comportamento inaccettabile, in spregio della dignità dei lavoratori”
Anche ad aprile, i 94 lavoratrici e lavoratori dipendenti di Gigroup e Openjob, in missione presso LFoundry, resteranno a casa. Gli ordini di servizio recapitati dalle agenzie nei giorni scorsi agli interessati, parlano di una “sospensione delle attività al 100%”.
Un futuro sempre più nero per lavoratori e lavoratrici che da anni sono in forza nel sito avezzanese produttore di memorie volatili e sensori di immagini.

«Una situazione che da mesi denunciamo come FeLSACISL, Nidil CGIL e UILtemp e che ci ha portato anche a richiedere l’intervento della Regione Abruzzo nell’incontro che si è tenuto a Pescara lo scorso 18 febbraio. Ad oggi rileviamo con certezza di essere al cospetto di un’azienda che non solo non rispetta gli impegni assunti sui tavoli istituzionali, ma si sottrae con arroganza e tracotanza al confronto. L’atteggiamento di LFoundry è inqualificabile: calpesta la dignità delle stesse persone che negli anni hanno contribuito con abnegazione e impegno, al buon andamento dell’azienda e che oggi sono quelle su cui è stato scaricato il costo della riorganizzazione.

Auspichiamo che l’Assessore Magnacca, come da impegni assunti nell’ultimo incontro, convochi a
stretto giro un nuovo tavolo in Regione che veda finalmente la presenza di LFoundry, per discutere una nuova organizzazione del lavoro che sia orientata ad includere anche la presenza dei
somministrati, nel rispetto degli impegni assunti.
Il tempo passa inesorabilmente, i lavoratori sono estremamente sfiduciati e delusi da un’azienda che ha letteralmente “sfruttato” la loro professionalità per poi disfarsene alla prima occasione utile. Come FeLSACISL, NidilCGIL e UILtemp non accetteremo che si spengano i riflettori sulla
vertenza che riguarda 94 famiglie a forte rischio occupazionale e che rappresenta una vera e propria emergenza sociale.
Chiediamo con forza a Lfoundry di richiamare le persone al lavoro già dal mese di aprile,
mantenendo fede alla responsabilità sociale che le aziende hanno nei confronti del territorio».

Marina Moretti: