Il Venerdì Santo rappresenta un giorno simbolico per la Cristianità. Giorni di passione, questi, anche per un Abruzzo martoriato dal maltempo. Tante le processioni nella nostra regione. Ieri ve ne abbiamo proposte solo alcune su Rete8
Il miserere struggente di Saverio Selecchy ha scandito la processione del Cristo Morto a Chieti, la più antica d’Abruzzo e secondo alcuni studiosi anche tra le più antiche d’Italia: è nata nell’842 e dal 1603 è organizzata dall’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti. La rappresentazione è caratterizzata oltre che dal Miserere di Saverio Selecchy, dai confratelli incappucciati. Una celebrazione che richiama tantissime persone anche da fuori regione. Ventimila le presenze. Con le note e l’emozione di sempre, in un pomeriggio di primavera il corteo si è allungato dalla cattedrale di San Giustino lungo le vie del centro storico. L’ultimo di monsignor Bruno Vasto, l’arcivescovo di Chieti-Vasto in scadenza di mandato.
A Lanciano si è rinnovata la tradizione della “Processione degli incappucciati” organizzata dall’Arciconfraternita “Morte e Orazione”. Il rito, la cui origine risale al XVI secolo, si svolge la sera del Giovedì Santo. Per i cristiani è l’ultima cena, la sera del tradimento. La processione che ha quale elemento caratterizzante la suggestiva figura del Cireneo che percorre le vie della città frentana scalzo e con il peso della grande Croce lignea.
Antiche e molto suggestive anche le due Processioni di Sulmona. In attesa della celebrazione della “Madonna che scappa” che si svolge la domenica di Pasqua ed è organizzata dalla Confraternita di Santa Maria di Loreto, la seconda è curata dai confratelli dell’Arciconfraternita della Santissima Trinità (detti “trinitari”) in programma il Venerdì Santo. La particolarità della processione è costituita dal coro che, con l’andatura dello struscio, procede per le strade intonando un commovente Miserere.
A L’Aquila il rito ha assunto un significato ancora più particolare dopo il sisma del 2009, la Pasqua coincide con il 5 aprile e il lunedì dell’Angelo, il 6, sarà lutto cittadino. Il corteo e i simboli della Passione di Cristo, realizzati dal maestro Remo Brindisi, dalla basilica di San Bernardino sfilano in rigoroso silenzio tra i palazzi del centro storico del capoluogo di regione. A L’Aquila c’è anche un rito unico in Abruzzo: l’abluzione, la purificazione dell’altare della chiesa delle Anime Sante che viene lavato con acqua, aceto e vino. Quest’anno è stata restaurata la Santa Croce di Remo Brindisi.
A Teramo A causa delle condizioni meteorologiche avverse che hanno colpito tutto l’Abruzzo, quest’anno la tradizionale processione della Desolata di Teramo, in programma all’alba del Venerdì Santo, ha subito una significativa modifica nel suo svolgimento. La celebrazione, profondamente radicata nella cultura e nella devozione cittadina, si è tenuta infatti in forma rivisitata allinterno della Cattedrale, anziché percorrere le vie del centro storico come da consuetudine. Il rito della Desolata, organizzato dall’Arciconfraternita dei Cinturati, rievoca la ricerca della Madre angosciata del Figlio Gesù condannato a morte. Questa “cerca” avviene per sette chiese di Teramo, che rappresentano anche i sette dolori di Maria Addolorata. Nel pomeriggio di venerdì la la processione ha attraversato la città.
A Pescara la via Crucis ha interessato la zona del centro, piazza Sacro Cuore, Corso Umberto e piazza Salotto, con le 14 stazioni e le statue del Cristo morto e della Madonna Addolorata che sono uscite dal Santuario della divina misericordia. Una processione composta e intima in cui la comunità dei fedeli si è riunita in preghiera.
E’ possibile guardare le Processioni sul nostro canale CLICCA QUI