Lavoro: per la Cgil “nel Chietino troppe incognite, urge un tavolo provinciale”

“L’anno che si apre è pieno di nubi per il futuro e non solo sul versante del contrasto al CoVID-19. In ballo c’è la capacità di risposta del nostro territorio abruzzese ed in particolare quello Teatino alle grandi incognite che si sono aperte sul versante lavoro”. E’ la Cgil a lanciare l’allarme chiedendo un tavolo provinciale e più ascolto da parte delle istituzioni

 

“Se è vero che il PIL regionale per il 54% deriva da questa Provincia, non sarà secondario decidere come e in che modo intervenire sulle criticità che si stanno avvertendo su settori strategici come l’automotive e il suo indotto”. Così il segretario generale della Cgil Chieti, Spina, secondo il quale “non c’è davvero più tempo da perdere”.

“I dati ISTAT evidenziano una ripresa e una crescita di alcuni settori tra cui l’edilizia e il terziario e nel contempo evidenziano le pesanti frenate proprio in settori ad oggi fondamentali per lo sviluppo dell’intero territorio. Stando ai
dati, nell’ultimo trimestre censito, la perdita secca di export proprio dell’intero settore automotive è pari a un – 11 %
in evidente controtendenza rispetto al dato nazionale. Pur consapevoli che la crisi europea derivante dalla mancanza
dei semiconduttori e da altre materie prime abbia avuto un impatto concreto, l’assenza di piani industriali chiari e di
esplicite volontà nel continuare ad investire sul territorio Abruzzese, rappresentano la vera preoccupazione per
migliaia di lavoratori”.

“Ogni giorno assistiamo ad annunci in tutt’Italia di continue chiusure, delocalizzazioni, riduzione di personale e di nuovi
investimenti in altri stabilimenti già funzionanti o prossimi all’apertura nella stessa Unione Europea dove sono
consentiti aiuti di Stato e politiche fiscali più favorevoli. Far finta che tutto questo non riguardi le nostre attività produttive sarebbe un errore strategico. Siamo convinti che occorra creare le sinergie giuste tra tutti gli attori del territorio per riprendere con urgenza una discussione sulle prospettive di mantenimento e rilancio produttivo.
Ed è per questo che serve oggi più che mai, comprendere dalle istituzioni e dai nostri rappresentati a tutti i livelli come
e in che modo, le risorse del PNRR e non solo, possano diventare utili per innovare e investire in nuove tecnologie,
nuovi prodotti, nuova formazione, nuovi impianti e produzioni di alta qualità e a maggior valore aggiunto.
Riteniamo, infine, che occorra una condivisione dal basso, dal territorio di una idea di proposta capace di sfidare le
criticità offrendo progettualità concreta. Questo è anche il ruolo delle istituzioni a cui ci rivolgiamo.
Assistere al lento declino economico e sociale dei propri Comuni e della Provincia nella sua interezza già colpiti sia
dalla riduzione del reddito procapite per effetto delle crisi aziendali di più settori, sia dal ricorso agli ammortizzatori
sociali e, da ultimo dalla pandemia, non può essere una strategia da perseguire.
A tal proposito, fermo restando il tavolo regionale sull’Automotive, è utile che anche a livello Provinciale, con il
coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali e sociali, si dia avvio ad una condivisione sulle criticità e sulle proposte di
cui ciascuno è portatore”.

Barbara Orsini: