Un farmaco introvabile mette in difficoltà i pazienti con epilessia e autismo: lo denuncia l’associazione Autismo Abruzzo che si appella all’Aifa
Il granulato è l’unico formato praticabile per molte persone che non possono assumere compresse o capsule, ma è attualmente introvabile nelle farmacie italiane: l’allarme sulla carenza del farmaco, essenziale per pazienti adulti con
epilessia e disturbi dello spettro autistico, è stato lanciato da Autismo Abruzzo. In una nota l’associazione “denuncia con fermezza la gravissima situazione” e sostiene l’urgenza di “soluzioni immediate”.
“Il Depakin Chrono 500 mg in granulato è introvabile nelle farmacie italiane – dichiara Dario Verzulli, presidente
dell’associazione – e la sospensione della terapia può provocare pericolose ricadute cliniche, con rischio per la vita e la
stabilità dei pazienti. Le alternative non rispondono ai bisogni di molte persone autistiche e/o in situazioni di disabilità
complesse: le compresse risultano spesso impossibili da deglutire; lo sciroppo ha un gusto frequentemente rifiutato; le
bustine da 750 mg non consentono dosaggio corretto per chi necessita di quantità inferiori”.
Per Verzulli non si tratta di “semplice difficoltà organizzativa. È un rischio clinico concreto, che costringe le famiglie a soluzioni improvvisate e a una gestione quotidiana carica di ansia e incertezza. Nonostante Sanofi abbia comunicato
ad Aifa le difficoltà di produzione, la risposta istituzionale tarda ad arrivare, lasciando pazienti vulnerabili senza
continuità terapeutica”.
L’appello di Autismo Abruzzo è dunque alla casa farmaceutica che peraltro, fa sapere la stessa associazione, ha informato che la “ridotta disponibilità del medicinale è dovuta a limitata capacità produttiva presso il sito di fabbricazione del prodotto finito”.
Alla Sanofi si chiede di “garantire immediatamente la distribuzione del granulato o attivare l’importazione straordinaria; all’Aifa si chiede di “facilitare l’accesso immediato alle procedure di importazione per i pazienti che ne hanno bisogno; alle istituzioni regionali e sanitarie di coordinare interventi rapidi per garantire la continuità terapeutica”.