L’Aquila: vandalizzata la targa della sede del PD

La scorsa notte a L’Aquila ignoti hanno vandalizzato la targa della sede del PD staccandola e gettandola in un cestino

La targa del Partito democratico dell’Aquila era affissa all’ingresso della storica sede di via Paganica, in centro. A recuperarla è stato un operatore dell’Asm, all’alba.
Non è la prima volta che accade: nei mesi scorsi, sempre di notte, la targa era già stata danneggiata con scritte ingiuriose. In quella occasione il PD locale aveva preferito non divulgare la notizia “per non dare rilevanza a gesti di vigliacchi che agiscono nel buio”.
«Ancora prima, nel marzo di 4 anni fa, sotto la sede erano apparsi striscioni con scritte di stampo fascista, chiaramente riconducibili a CasaPound, movimento legato a doppio filo al sindaco della città. Per non parlare dell’imbrattamento della sede elettorale del partito in piazza Duomo, nel corso della campagna elettorale per le politiche del 2022, per cui attivisti di quello stesso movimento sono stato costretti al risarcimento dei danni.
Ci auguriamo che, finalmente, l’amministrazione comunale prenda le distanze da movimenti che si richiamano esplicitamente al neofascismo e che, ancora oggi, vengono accolti nella casa comunale, simbolo della nostra Repubblica antifascista, e in alcuni casi persino finanziati con fondi pubblici. Che si prendano le distanze, con chiarezza, da chi interpreta il confronto politico come atto di sopraffazione e violenza.
Più in generale, rinnoviamo l’appello alla Giunta comunale ad occuparsi del tema della sicurezza in centro storico, che abbiamo più volte sollevato nella disattenzione degli attuali amministratori: il centro storico dell’Aquila, oramai, è terra di nessuno, con ampie zone abbandonate al buoi e al degrado, pochi passi più in là del corso ripavimentato. Oltre gli annunci di telecamere mai installate, l’amministrazione comunale non è stata in grado di mettere in campo politiche capaci di restituire decoro, vivibilità, servizi e sicurezza al centro storico che continua a perdere residenti e attività commerciali, privo di una chiara vocazione, di spazi culturali accessibili, di controlli.
È ora di dire basta. Per quanto ci riguarda, denunceremo questo ennesimo atto vandalico nelle sedi deputate e continueremo a batterci per un’altra idea di città, oggi più che mai necessaria. Senza farci intimidire».