Dopo più di 40 anni si chiude la questione dei terreni di uso civico che sono stati utilizzati per la costruzione del carcere di massima sicurezza Le Costarelle di Preturo. Dopo varie sentenze, l’ultima e definitiva nel 2014, ci è voluto un anno e mezzo per vedersi pagare 1 milione e 200 mila euro dal Demanio
L’Aduc di Preturo, Dominio collettivo dei beni di uso civico, si è ritrovata così dopo un anno di nuovo in Comune per raccontare di come si sia finalmente chiuso un cerchio.
La cifra, arrivata finalmente sul conto, si riferisce all’occupazione senza titolo ma non è finita qui perché all’appello mancano ancora 1 milione e 300 mila euro per l’acquisizione del terreno.
A spiegare la situazione Nello Alfonsetti, vice presidente Aduc, che ha fatto le veci del presidente Tonino Nardantonio. “Con questa prima fase – dice – il Demanio ci riconosce l’occupazione senza titolo dal 1982 al 2024 e questo ha consentito al Demanio appunto di togliersi queste pendenze dandoci 1 milione e 200 mila euro che finalmente ora sono sul nostro conto. Ora manca tutta l’acquisizione dei terreni, quindi la demanializzazione, l’acquisizione cioè dei terreni sono tuttora di uso civico”.
Fondi che ovviamente l’Aduc riverserà in opere per la collettività e non solo. “Questi fondi – aggiunge Alfonsetti – saranno impiegati sul territorio, l’obiettivo fondamentale è quello di ricostruire una parte del territorio di uso civico in quanto fra l’aeroporto, il carcere, il progetto case opere assolutamente indispensabili per la comunità comunque hanno ridotto il patrimonio dell’uso civico che noi amministriamo”.
Insomma si acquisiranno dei terreni. L’Aduc, in tutto questo, non ha mai chiesto e voluto l’abbattimento del carcere ma era una possibilità qualora non si fosse arrivati a soluzione bonaria.
“Era quanto scritto in sentenza – ricorda Alfonsetti – ma chiaramente una cosa irrealizzabile in pratica, quindi noi siamo arrivati come volevamo alla soluzione del risarcimento per l’acquisizione del patrimonio dello Stato del carcere”.
L’attività amministrativa sarà così garantita per i prossimi decenni riuscendo a portare avanti tanti progetti: pulmino taxi per persone in difficoltà, i 50 orti sociali che saranno ampliati, lo scavo archeologico del castello di Preturo che sarà ristrutturato pure nelle mura.
Con Nello Alfonsetti, era presente la consigliera del direttivo dell’Aduc Valentina Di Nardo. “Abbiamo vissuto anche momenti di sconforto – dice – ma abbiamo fatto valere così i diritti dei cittadini di Preturo e frazioni per un caso unico mai avvenuto in Italia”.
A ricostruire la vicenda legale in tutti i suoi aspetti il massimo esperto in uso civico all’Aquila, l’avvocato Rodolfo Ludovici.
“Il caso è molto semplice – spiega – l’unica originalità in questo caso è che invece di essere un proprietario individuale singolo si trattava di una collettività, quindi diciamo erano diritti collettivi e diffusi. Questa cosa credo che abbia impressionato un pochino il il tribunale, il Tar, il tribunale civile, perché ci abbiamo messo ben quarant’anni mentre un privato che vede occupata la sua proprietà nel ragionevole lasso di un anno, un anno e mezzo, riesce. Noi abbiamo impiegato 40 anni, con un aumento di spese molto rilevante con cause, appelli. Poi una cosa sintomatica è questo: che la pubblica amministrazione, l’agenzia del Demanio condannata a pagare una somma determinata e certa da un tribunale con sentenza passata in giudicato ha dovuto far fare l’esecuzione. Cioè non ha pagato volontariamente ma ha obbligato l’amministrazione separata di Preturo a fare un’esecuzione davanti al giudice esecutivo per avere questi soldi. Questi soldi sono dovuti all’occupazione temporanea, ora c’è da risolvere la proprietà. Quindi l’agenzia del Demanio, dopo 42 anni e dopo aver pagato una somma abbastanza ingente che avrebbe potuto ridurre molto nel tempo, si trova ancora costretto a scegliere tra demolire o pagare la proprietà del terreno, quindi per noi è un’amministrazione molto poco efficiente”.
