L’Aquila, tentata rapina finisce in aggressione in pieno centro

Una tentata rapina, o almeno così sembra, in uno dei palazzi di pregio cittadini, palazzo Antinori, che sfocia in una brutale aggressione. Indagini in corso da parte della Polizia di Stato

E’ accaduto in via Garibaldi verso ora di pranzo, due giorni fa. Un uomo di nazionalità egiziana si è introdotto in casa di un connazionale che era fuori in quel momento. Al rientro l’uomo si è trovato l’aggressore in casa che gli intima di dargli il telefono cellulare.

La risposta negativa fa nascere una colluttazione. Le urla hanno attirato i vicini che hanno visto l’egiziano che risiede nel palazzo, uscire di casa ridotto a una maschera di sangue. Sul posto la scientifica e la Squadra mobile della Questura per repertare le copiose macchie di sangue in vari punti del palazzo storico.

L’uomo è stato soccorso da due ragazze, ha raccontato di essere stato aggredito, prima di essere trasportato all’ospedale San Salvatore per le cure del caso. Non ha traumi gravi, ma comunque è stato picchiato con una spranga o un bastone.

L’aggressore è riuscito a fuggire e la Polizia lo sta cercando. Le immagini del sistema di videosorveglianza in zona dovrebbero aver comunque registrato il tutto per cercare di dare un nome all’aggressore.

Ovviamente si sta ascoltando anche l’aggredito per capire se i due si conoscessero e se alla base potrebbe esserci qualcosa di diverso di un semplice tentativo di rapina. Nessuno in piazza Chiarino ha voglia di parlare. La zona ospita diversi locali ed è molto animata soprattutto la sera dai giovani aquilani. Qualcuno ci risponde, non vuole comparire in telecamera, ma racconta di un bravo ragazzo, di un bravo condomino, di una persona che lavora senza scheletri nell’armadio.

Di certo, l’episodio accaduto in pieno centro in una zona che però solo la sera è affollata, riaccende i riflettori sul tema della sicurezza. Violenze e risse sono purtroppo sempre più all’ordine del giorno. Una dimensione a cui L’Aquila non è mai stata abituata in fondo.

 

Daniela Rosone: