L’Aquila, studio sul commercio in centro: cancellato il 43% delle attività

Il centro storico dopo il terremoto ha cambiato pelle. E’ quanto emerge da una ricerca condotta dalla professoressa di economia applicata del Gssi Alessandra Faggian e altri ricercatori di Gssi e Iulm, Giovanni Baiocchetti, Gloria Cicerone e Federico Zampollo

C’è una riduzione complessiva del 43% delle attività commerciali, cancellate dal sisma, secondo i dati. Una situazione derivante dall’impraticabilità ancora di alcuni spazi e dalla lenta riattivazione degli spazi commerciali.

Il centro, ormai a 17 anni dal terremoto, visto dai commercianti coinvolti, rappresenta un caso di studio di come si possa cambiare dopo una calamità naturale. L’indagine viene fuori dall’ascolto del 60% dei commercianti cittadini che hanno risposto ad un questionario.

La ricerca si basa pure su dati Istat relativi agli anni che vanno dal 2001 al 2020, dati che mostrano una brusca contrazione di imprese e addetti nel 2009 e nel 2010. Dal 2011, poi, la traiettoria cambia. Rispetto a ciò che sarebbe accaduto senza il terremoto, comunque, il numero di imprese e occupanti è superiore alle aspettative. I fondi per la ricostruzione hanno alimentato nuova attività economica. Ma dal 2015 emerge la nascita di imprese più piccole. Attività che crescono ma con meno addetti e di più piccole dimensioni, quindi.

A fare da traino resta il settore edile mentre soffre il commercio al dettaglio. Stabile il numero di imprese della ristorazione con più occupati. Il questionario ai commercianti è stato somministrato tra il dicembre 2024 e il gennaio del 2025. Il 55% delle imprese intervistate erano già esistenti prima del sisma, le altre nuove. La maggior parte delle imprese preesistenti ha trovato collocazione in periferia dopo il terremoto in centri o gallerie commerciali.

Tra le criticità rilevate dai commercianti c’è senza dubbio quella della mancanza di parcheggi ma anche la mancanza di servizi come le scuole che fanno un po’ patire la ripresa. Inoltre si chiede un rafforzamento della sicurezza mentre viene vista di buon occhio e in prospettiva L’Aquila capitale della cultura.

Daniela Rosone: