In un anno l’Abruzzo ha perso 3800 studenti, i dati dell’ufficio scolastico regionale purtroppo sono impietosi e al momento non si intravede una via di uscita al fenomeno
Numeri che sono relativi al 2026 – 2027 e che non lasciano spazio a interpretazioni. Il calo riguarda soprattutto i bambini ma questo rischia di travolgere in modo determinante tutto il sistema educativo. Un crollo giustificato dalla crisi demografica che ha investito la regione e le aree interne.
Dati che però secondo i sindacati non sono una sorpresa perché tra il 2015 e il 2025 l’Abruzzo aveva già perso 20 mila studenti. A pagare il prezzo più alto è la provincia di Chieti, seguita da Teramo e Pescara. L’unica che regge è L’Aquila dove il calo è di 280 studenti.
Senza azioni concrete è chiaro che si andrà sempre a peggiorare. Per la sindacalista Miriam Del Biondo, della Cgil, servono politiche di accoglienza vere e soprattutto un miglioramento della rete dei trasporti ma, spiega, al momento queste politiche non esistono.