La direzione regionale dei Vigili del Fuoco ha presentato l’attività di sperimentazione in corso nello spazio aereo di Campo Imperatore con i droni per implementare nuove tecnologie e scoprire sempre più impieghi
L’uso dei droni ormai è sempre più esteso ed ha diversi campi di applicazione. E’ proprio questo il senso della sperimentazione sul Gran Sasso. Utili nella ricerca dei dispersi, per i soccorsi in montagna, anche per il monitoraggio di frane e per gli incendi boschivi, oltre alle attività da remoto.
I droni all’Aquila sono stati utilizzati dai Vigili del Fuoco anche durante il terremoto dell’Aquila per studiare le condizioni di chiese, strutture e paesi.
Alla conferenza stampa di presentazione erano presenti il sindaco Pierluigi Biondi, il direttore regionale dei Vigili del Fuoco Gennaro Tornatore, l’amministratore del Centro turistico del Gran Sasso Gianluca Museo, Marco Fabrini pilota aeromobile da remoto del Vigili e Elsa Olivieri, direttore dell’Ente Parco Gran Sasso – Laga.
Il sindaco Biondi ha ricordato che stanno per partire i lavori della scuola nazionale dei Vigili del Fuoco e questo progetto e’ l’ulteriore dimostrazione che il Corpo ha grandissime capacità tecniche e professionalità.
Durante la conferenza stampa si è mostrato come da remoto, con il mouse collegato al pc, sia stato possibile pilotare il sensore montato su una macchina dei Vigili posta proprio all’esterno del Comune.
Con l’intelligenza artificiale si possono conteggiare anche le persone presenti in quel momento in quell’area.
Il direttore Tornatore ha ricordato come i droni siano nati appunto all’Aquila con la chiesa delle Anime Sante con la cupola che era crollata. In quella chiesa come sperimentazione vennero utilizzati i droni perché c’era necessità di coprire la cupola per dare modo poi alle ditte di operare.
Il drone ogni giorno si alzava in volo per andare a prendere ciò che era rimasto nella chiesa. Da lì l’idea di utilizzarli più spesso per altre attività.
In città c’è un gruppo che ha cominciato a sviluppare pure il discorso delle persone disperse con i droni che é l’attività principale che poi i Vigili fanno.
A Fossa, inoltre, è stata montata una tenda riscaldata che permette di fare il corso teorico e pratico. C’è anche un aeroclub a Poggio Picenze che fa volare i Vigili con i droni. Per questo la sperimentazione a Campo Imperatore è ancor più significativa. In Italia ci sono già 16 nuclei con più di 250 piloti.
Dal 2016 si sono registrate 17 mila ore di volo con tanti ritrovamenti, molti nella regione Abruzzo. Anche la gestione degli interventi da remoto è molto importante, oltre all’attività sul campo.
Si sta organizzando poi un’esercitazione con il 118. Il drone può entrare in un edificio distrutto, ad esempio, e da sotto le macerie la persona rimasta all’interno può colloquiare con il medico fuori con un apposito triage.
