La faccenda della compartecipazione dei servizi sociali con il nuovo regolamento, all’Aquila ha scatenato moltissime polemiche. Atto disumano per le opposizioni ma l’assessore al sociale Manuela Tursini difende il suo operato
La Tursini si difende dopo le polemiche spiegano che con il regolamento il Comune recepisce le direttive della Regione con ogni famiglia che contribuisce in base alle sue possibilità.
La quota massima di compartecipazione deve essere comunque entro il 30% del costo del servizio, laddove in altre realtà è prevista una compartecipazione pari al 100% dello stesso, spiega la Tursini.
Il regolamento prevede che numerosi servizi rimangano totalmente gratuiti e privi di condizionamenti legati al reddito Isee (gli interventi essenziali a favore dell’infanzia e dell’adolescenza, l’assistenza educativa domiciliare, i servizi di accoglienza residenziale e semiresidenziale, gli incontri protetti e l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione per gli alunni con disabilità). Gli altri servizi hanno coefficienti di partecipazione alla spesa tra i più bassi, al fine di assicurare ai nuclei in difficoltà l’esonero dalla compartecipazione. Per i cittadini con un Isee fino a 8.000 euro, l’accesso ai servizi rimane completamente gratuito, garantendo il diritto universale all’assistenza e tenendo conto delle difficoltà finanziarie dei più bisognosi. Tra gli 8.000 e i 36.000 euro di Isee sono previste percentuali crescenti secondo un criterio di progressione lineare, ma sempre nel limite della quota massima pari al 30%. Pertanto, anche per Isee superiori a 36.000 euro si applica la compartecipazione massima del 30% del costo del servizio. Il Comune dell’Aquila, ha fatto presente lei, è stato uno degli ultimi ad adottare la delibera regionale.
Ma le polemiche non si placano. Atto disumano, dicono i consiglieri Enrico Verini e Gianni Padovani. Le persone che hanno già una situazione delicata saranno costrette secondo Isee a contribuire alle spese per l’assistenza di cui hanno bisogno. Misura che disumanizza le persone trasformando i pazienti in utenti consumatori. I due si sono rivolti al sindaco Pierluigi Biondi direttamente per far sospendere questa misura.
