L’Aquila, per la formazione dei minori stranieri il sistema vacilla

Il problema dei minori stranieri all’Aquila c’è. Viene fuori nel corso dell’inchiesta condotta dalla nostra emittente Rete 8 e dal quotidiano Il Centro, all’interno della trasmissione Dentro L’A notizia

La Regione Abruzzo riconosce che il problema esiste, si verifica soprattutto quando i ragazzi compiuti i 18 anni escono dalle comunità senza aver completato il percorso formativo. Una criticità che l’assessore regionale al diritto allo studio Roberto Santangelo riconosce senza mezzi termini. Criticità che vanno risolte con la sinergia tra enti, ammette.

Il tema è venuto fuori durante una nostra trasmissione, Dentro L’A notizia, approfondimento di Rete 8 e del Centro. Gamal Bouchaib, responsabile di una comunità, ha acceso i riflettori sulla tematica e su un dato spesso ignorato: il 96% dei minori stranieri arriva in Italia a 17 anni. In 12 mesi non si riesce a fare un percorso vero e di qui la richiesta alla Regione di attivare percorsi rapidi e certificati di sei mesi come avviene, ad esempio, in Emilia.

Il problema per Santangelo c’è, non tanto per l’accoglienza, neanche per le risorse investite e per i tanti progetti portati avanti. La criticità esiste per quei ragazzi che compiono 18 anni senza aver completato il percorso ed è per loro che vanno studiate soluzioni e progetti diversi, come si è fatto a Chieti con un progetto con la collaborazione di Confesercenti per la ristorazione. Nessuno conosce infatti in anticipo i flussi e a che età arriveranno i ragazzi, così alcuni restano fuori dai circuiti. Sinergia tra Regione e mondo produttivo è l’unica soluzione possibile.