Un operaio di 47 anni è morto ieri mattina nella fabbrica Hca di Bazzano (L’Aquila). La scena avvenuta davanti al fratello
La vittima si chiamava Marco Rocchini, aquilano. Secondo le prime ricostruzioni è rimasto schiacciato da un carrello elevatore. Sul posto sono subito accorsi i vigili del fuoco e i sanitari del 118 dell’ospedale San Salvatore. Purtroppo non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’operaio.
La scena si sarebbe consumata davanti agli occhi del fratello, che lavora nella stessa fabbrica. L’azienda produce rotoli di alluminio.
«È l’ennesima sconfitta di un sistema che non tutela la vita e l’incolumità dei lavoratori.
Come sindacato esprimiamo vicinanza alla famiglia e ai colleghi del giovane operaio e proviamo un senso di tristezza di fronte a un episodio che si inserisce nei numerosi incidenti sul lavoro che affliggono anche la nostra regione» si legge nella nota del
segretario generale Uil Abruzzo, Michele Lombardo.
«La Uil è da sempre impegnata in prima linea, innanzitutto con la campagna Zero morti sul lavoro che ha l’obiettivo di sensibilizzare sul tema e di raggiungere obiettivi concreti per l’azzeramento di episodi di questo genere. Perché ogni lavoratore ha diritto a tornare a casa sano e salvo, e ogni perdita rappresenta una sconfitta per l’intera società. È
necessario – conclude la nota di Lombardo – rafforzare i controlli, investire nella sicurezza e promuovere una cultura del lavoro che metta al centro la vita e la dignità delle persone».
Sull’ennesima morte sul lavoro si registra anche la nota congiunta di Cgil, Cisl, Uil, Fim, Fiom e Uilm dell’Aquila:
«Un altro nome si aggiunge alla lista nera dei caduti sul lavoro». Le organizzazioni sindacali esprimono vicinanza alla famiglia e ai colleghi della vittima, ma parlano anche di “rabbia profonda”.
«Confidiamo nel lavoro degli inquirenti perché si faccia chiarezza al più presto sulle cause della tragedia – scrivono -. Intanto, però, dobbiamo constatare, ancora una volta, che non ci sono decreti che tengano di fronte alla realtà brutale dei fatti».
Secondo i sindacati la normativa sulla sicurezza esiste, ma resta inefficace se non viene accompagnata da “una volontà politica ed economica reale di cambiare le cose”. Da qui
la richiesta di rafforzare controlli, formazione e prevenzione nei luoghi di lavoro.
«È necessario un potenziamento immediato degli organi ispettivi – aggiungono – perché senza una vigilanza costante e sanzioni severe, le norme rimangono suggerimenti
ignorati».
Cgil, Cisl, Uil, Fim, Fiom e Uilm chiedono quindi la convocazione immediata di un tavolo prefettizio con parti sociali ed enti ispettivi, per dare seguito al protocollo d’intesa sottoscritto il 24 aprile scorso.
«Gli impegni presi sulla carta – concludono – devono tradursi, subito, in tutele reali e concrete per ogni lavoratrice e ogni lavoratore».
