Presentato in Comune il Gioco del 99, dal primo Giubileo della storia ad un tabellone che racconta la città, al quale hanno partecipato oltre 500 studenti, in un percorso che intreccia storia, identità e creatività
La Perdonanza si trasforma in un gioco concreto e condiviso. La presentazione a Palazzo Margherita con il sindaco Pierluigi Biondi, con il vice sindaco e coordinatore del comitato Perdonanza Raffaele Daniele e il giornalista Alberto Orsini, referente del progetto.
L’iniziativa si inserisce all’interno del progetto “A scuola di Perdonanza”, a cura del Comitato Perdonanza, in collaborazione con Comune e Ufficio scolastico. Il gioco è frutto di un lavoro corale con gli studenti di oltre dieci istituti del territorio e del circondario.
Il tabellone riproduce la forma del numero 99, richiamando i leggendari 99 castelli fondatori della città e, simbolicamente, le 99 piazze, chiese e fontane del centro storico, di qui l’origine del nome. Il meccanismo è ispirato al tradizionale “gioco dell’oca”: ogni partecipante, con il proprio segnalino, avanza lanciando il dado. Alcune caselle sono neutre, altre consentono di progredire o rilanciare, altre ancora impongono penalità come arretramenti o salti di turno. Non mancano le caselle “educative”, con domande dedicate ai temi della Perdonanza che attribuiscono bonus o malus in base alle risposte. Vince chi raggiunge, con lancio esatto, l’ultima casella, traguardo del percorso.
La principale caratteristica è che tali caselle sono state ideate e realizzate direttamente dagli studenti, che nel corso dell’anno scolastico hanno lavorato anche a un pannello illustrato sul tema “La Perdonanza” e a un filmato intitolato “L’Aquila e il Giubileo 2025”, contribuendo in maniera creativa e multidisciplinare alla costruzione del progetto. Il tabellone è stato stampato in 5 mila copie e sarà distribuito a tutti gli studenti del capoluogo, oltre a entrare nella dotazione ufficiale dei gadget dell’evento celestiniano.
“Attraverso iniziative come il Gioco del 99 – ha spiegato Biondi – riusciamo a parlare ai ragazzi con il loro linguaggio, trasformando una tradizione secolare in un’esperienza concreta, partecipata e coinvolgente. Educare alla Perdonanza significa educare al rispetto, alla pace e al senso di comunità”. Il sindaco ha pure anticipato che si sta pensando ad un modo per proporre questo gioco in versione diversa, probabilmente animata.
Il vicesindaco Raffaele Daniele ha aggiunto che si tratta di un modo per far vivere la Perdonanza tutto l’anno. “Con il coinvolgimento diretto delle scuole – ha affermato – gettiamo i semi affinché questa eredità venga mantenuta nel tempo e continui a rafforzarsi. Il lavoro svolto dai ragazzi dimostra che la memoria può essere vissuta in modo dinamico, diventando parte integrante della crescita culturale e civile delle nuove generazioni”.
“Lo strumento del gioco – ha aggiunto Orsini – si è rivelato fondamentale per trasmettere ai ragazzi il patrimonio di valori che il nostro annuale giubileo porta con sé. Gli studenti hanno partecipato con entusiasmo alla creazione del gioco, all’evento finale di maggio di Palazzo Margherita e anche al Corteo della Bolla, sentendosi, ormai, parte integrante di questa storia millenaria”. Orsini ha spiegato che è in corso la terza edizione del progetto “A scuola di Perdonanza” che, in occasione di questo anno particolare, è stato allargato a Chieti, Pescara, Teramo, Avezzano, Castel di Sangro e Sulmona. Accanto ai tradizionali pannelli, esposti nella Pinacoteca di Palazzo Margherita, e ai video, proiettati nel Teatro del Perdono di Collemaggio, i ragazzi saranno impegnati nella realizzazione di racconti brevi sulla vita del giovane Celestino.
