E’ arrivata anche all’Aquila la notizia dell’addio al sacerdozio di Don Giovanni Gatto, ex parroco di Tempera, che lascia per amore di una donna. Già nell’estate del 2025 aveva manifestato la sua crisi vocazionale
Per vent’ anni è stato parroco di Tempera, frazione dell’Aquila. Originario del trevigiano, Don Giovanni Gatto e la sua storia sono finiti sui principali quotidiani del nord ma anche all’Aquila. Oggi ne ha parlato Giustino Parisse dalle colonne del quotidiano Il Centro.
A 51 anni lascia il sacerdozio per vivere la sua vita con la donna che ama. La notizia era nell’aria da mesi ma solo qualche giorno fa è venuta fuori. Ad agosto l’ex parroco di Tempera scrisse infatti una lettera all’arcivescovo, monsignor Antonio D’Angelo e a Papa Leone che il quotidiano oggi ha riportato in esclusiva, per chiedere la dispensa al sacerdozio che ufficialmente non è ancora arrivata. Il procedimento è lungo e deve avvenire ad opera del Vaticano, non da parte della curia aquilana.
Lui è convinto della scelta che è anche di profonda onestà, così scrivono gli aquilani oggi nei commenti social. I segnali li aveva palesati, in realtà, anche in un post su facebook a Natale del 2025, non aveva mai nascosto di essere contrario al celibato per i sacerdoti.
Vivo per miracolo dopo il terremoto del 6 aprile, prima di farsi prete era stato carabiniere ed ha sempre avuto un grande rapporto di amicizia con il capitano Ultimo.
Qualche anno fa fu minacciato e lo denunciò in Procura con un esposto da un esponente del clan dei casalesi che avrebbe voluto mettere le mani sull’appalto per la ricostruzione della chiesa e della canonica di Tempera.
La lettera che scrive al Papa e al vescovo, svelata in esclusiva dal Centro, parla di un abuso sessuale subito a 12 anni. Un’esperienza molto dolorosa che lo ha evidentemente segnato per sempre e che solo in parte è riuscito a superare grazie ad un percorso di terapia.
Don Giovanni nella lettera, in cui si dice contrario al celibato per i preti, racconta pure di aver avuto due relazioni con due donne diverse. Chiede appunto la dispensa perché evidentemente la sua vocazione non può essere piena.
Una storia che di certo un pò di imbarazzo lo crea anche nella Diocesi che però non ha rilasciato dichiarazioni.