L’Aquila, l’Ecce Homo di Antonello da Messina è in città, al Museo nazionale d’Abruzzo

L’opera del 400 è arrivata ieri all’Aquila dopo un percorso di restauro. Tantissimi i visitatori che hanno riempito la sala del Forte Spagnolo fino a mezzanotte per l’apertura eccezionale

“Ecce homo” letteralmente “Ecco l’uomo” furono le parole storicamente attribuite a Ponzio Pilato, governatore romano della Giudea, mentre presentava Gesù martoriato alla folla radunata fuori dal palazzo pretorio. Il capolavoro di Antonello da Messina è da ieri al MuNDA.

Nell’anno in cui L’Aquila celebra il titolo di Capitale Italiana della cultura, il Museo nazionale d’Abruzzo ha accolto nelle proprie collezioni l’Ecce Homo.

Il capolavoro del 400 è stato recentemente acquisito dal Ministero della Cultura e trova ora collocazione permanente nel Castello cinquecentesco, restituito con un nuovo allestimento alla pubblica funzione come sede del Museo. Il punto più alto delle collezioni che fa acquisire un vantaggio notevole al museo aquilano in termini di attrattività.

L’arrivo dell’opera è stato celebrato nel pomeriggio con una cerimonia ufficiale alla presenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

Il lavoro fatto in questi anni dalla direttrice Federica Zalabra è stato notevole, è riuscita a far crescere il museo, ostinata nel volere a tutti i costi il rientro al Castello, altrimenti non sarebbe neanche stato possibile ottenere quest’opera così importante che, in sala, non sarà sola perchè dialogherà con altri dipinti di quell’epoca.

Il dipinto è giunto all’Aquila dopo la prima esposizione al Senato della Repubblica dello scorso marzo e a seguito di una campagna di indagini e verifiche conservative curate dall’istituto centrale del restauro e in particolare da Luigi Oliva, il direttore dell’ICR.

Il ministro Alessandro Giuli ha spiegato che è dovere dello Stato acquistare grandi testimonianze artistiche per assicurarle alla fruizione dei cittadini.