L’Aquila, l’Abaq inaugura gli eventi per la città Capitale della Cultura

”Uno scintillio nell’ombra” è il primo progetto realizzato dall’Accademia delle Belle Arti per L’Aquila Capitale della cultura, curato dal professor Maurizio Coccia, con il contributo dei docenti Matteo Ludovico e Gianni Moretti

La mostra sarà attiva sino a dicembre e con essa si da pure avvio alla maratona di 24 ore di performance, conferenze, letture e proiezioni di arte contemporanea. Tanti gli artisti dell’Accademia coinvolti. Il progetto presentato si propone come intervento articolato di rigenerazione culturale e simbolica delle aree urbane marginali, assumendo l’arte contemporanea come dispositivo di attivazione e trasformazione dello spazio.
Il titolo trae ispirazione da una suggestiva immagine di Guido Piovene, che nel suo Viaggio in Italia descrive L’Aquila come una presenza fragile e luminosa, sospesa tra memoria, silenzio e stratificazione storica. Questo “scintillio nell’ombra” diventa così una metafora centrale del progetto: una luce intermittente ma resistente, capace di emergere dalle zone d’ombra – urbane, sociali e interiori – e di attivare nuove possibilità di percezione, relazione e riscatto.

In questa prospettiva, il progetto si innesta sul concetto di “esoscheletro”, inteso nelle sue molteplici declinazioni – biologica, tecnologica e immaginifica – come struttura di sostegno, protezione e potenziamento. L’Accademia viene così concepita come un organismo vivo e generativo, un centro propulsore capace di irradiare energie creative verso il contesto urbano circostante, contribuendo alla costruzione di nuove forme di identità e appartenenza.

La mostra è composta da installazioni visive – luminose, plastiche, testuali – progettate per interagire con l’architettura dell’Accademia e renderla un punto di riferimento visivo anche a distanza. Questi interventi, realizzati da un gruppo di artisti afferenti ai bienni e trienni di Arti Visive (Scultura, Pittura e Tecniche della performance), trasformano l’edificio in una superficie attiva, capace di dialogare con il paesaggio urbano e con il vissuto quotidiano dei cittadini. Le installazioni esterne, inoltre, manterranno la loro presenza nel tempo, rimanendo visibili fino alla conclusione del Premio Nazionale delle Arti, evento di rilievo che vede l’Accademia dell’Aquila protagonista, rafforzando così la continuità e la riconoscibilità dell’intervento nello spazio urbano.

“Con questa iniziativa – dichiara il presidente ABAQ Rinaldo Tordera – l’ Accademia di Belle Arti diventa parte attiva dell’anno di L’Aquila Capitale della Cultura proponendo unam mostra che è una importante riflessione sulle periferie urbane su come la cultura può e deve dare il suo contributo. Un grazie va all’amministrazione comunale e al Sindaco Pierluigi biondi per aver creduto, sostenendolo, in questo progetto”.

“Con la mostra “Uno scintillio nell’ombra”, curata dal prof. Maurizio Coccia, inizia ufficialmente il nostro contributo all’Aquila Capitale della cultura 2026 – continua il Direttore ABAQ Marco Brandizzi – Un evento importante, finanziato dal Comune, che ha come obiettivo il potenziamento artistico delle aree periferiche che saranno  in seguito coinvolte anche dal progetto per la realizzazione di opere pubbliche installate tra le architetture della città”

“Uno scintillio nell’ombra” si configura quindi come un dispositivo culturale complesso, capace di intrecciare produzione artistica, partecipazione pubblica e riflessione sul territorio. Obiettivo centrale è quello di consolidare il ruolo dell’Accademia come polo culturale attivo all’interno di un’area urbana eterogenea – caratterizzata dalla presenza di scuole, residenze, attività commerciali e istituzioni – e di favorire la costruzione di una nuova identità di quartiere.

“È dalla sua fondazione, che l’accademia dell’Aquila si afferma come presidio territoriale per la ricerca e la sperimentazione culturale. – collude il Prof. Maurizio Coccia curatore della mostra – In questa occasione, a maggior ragione, ci è sembrato opportuno confermarne la centralità mediante interventi artistici che si estendano al suo esterno, arricchiti da eventi pubblici esclusivi – come la proiezione di film in anteprima – e momenti di intrattenimento collettivo, tra live music e spettacolari proiezioni notturne, per un coinvolgimento sensoriale e culturale integrale, rivolto liberamente a tutta la cittadinanza.

Attraverso la relazione tra arte, spazio e comunità, il progetto mira a trasformare luoghi di passaggio in spazi di esperienza, generando occasioni di incontro, consapevolezza e condivisione. In questo senso, lo “scintillio” evocato dal titolo diventa non solo immagine poetica, ma anche pratica concreta di attivazione culturale, capace di restituire visibilità, senso e vitalità alle aree periferiche della città.

Daniela Rosone: