L’Aquila, la città si candida per sperimentare l’alert per i terremoti

La proposta arriva dal sindaco Pierluigi Biondi. Il sistema di alert potrebbe essere molto utile, non per prevedere ovviamente perchè non è possibile, ma con l’allarme a terremoto già in corso, pochi secondi potrebbero salvare vite

 

L’Aquila, secondo Biondi, potrebbe essere la città pilota per il modello di allerta entrato in funzione in Venezuela nel recente sisma. L’idea è partita proprio dal terremoto che ha generato distruzione ma, molte persone, sono riuscite a mettersi in salvo proprio grazie all’allarme scattato sul proprio telefonino. Non è una soluzione o una previsione, ma semplicemente uno strumento di prevenzione.

L’Aquila per Biondi ha competenze e strutture ma anche purtroppo l’esperienza. Un sistema che, a terremoto già in corso, avvisa qualche secondo prima dell’arrivo delle onde più distruttive. Un margine stretto ma che può fare la differenza. Fermo restando, aggiunge il sindaco, che la prevenzione non può ridursi ad un alert e che si fa prima, non durante un terremoto.

Tra l’altro, L’Aquila ha una sinergia molto forte con il Giappone che però spesso prende la città come riferimento. In Venezuela milioni di smartphone Android hanno ricevuto la notifica, con un anticipo di pochi secondi. In Italia il sistema non è attivo, di qui la proposta del primo cittadino. Il sistema di Google, a terremoto in corso, avvisa chi si trova più lontano dall’epicentro, sfruttando un vantaggio di pochissimi secondi ma utili.

Daniela Rosone: