Ieri sera a L’Aquila aperta ufficialmente la 731esima Perdonanza: il Fuoco del Morrone in piazza Palazzo ha acceso il tripode della pace
Dopo il discorso del sindaco di L’Aquila Pierluigi Biondi è arrivato il momento clou della cerimonia: l’ultimo tedoforo, Mario Centi, gli ha consegnato la fiaccola sacra con la quale il primo cittadino ha acceso il tripode della pace.
Oltre 7mila persone, nonostante le condizioni meteorologiche, hanno vissuto l’apertura della 731ª Perdonanza Celestiniana, patrimonio culturale immateriale dell’Umanità Unesco dal 2019 e fulcro del Giubileo più antico della storia.
La cerimonia istituzionale è tornata, dopo 16 anni, nel cuore civico dell’Aquila, davanti alla sede municipale, luogo simbolo della ricostruzione e della rigenerazione urbana dopo il sisma del 2009.
Una serata che ha intrecciato musica, parola e spiritualità, con le esibizioni di Renato Zero, Amara, Francesco Gabbani, Alex Britti, Gaetano Curreri e Vittoriana De Amicis, accompagnati dall’Orchestra del Conservatorio Alfredo Casella e dai cori riuniti della città. A condurre la serata Lorena Bianchetti, con la partecipazione speciale di Mara Venier, che ha interpretato testi di grande intensità, e degli attori Luca Violini e Viola Graziosi.
«Nel Tempo del Perdono non è soltanto l’apertura della Perdonanza: è un rito collettivo, un abbraccio che intreccia voci, suoni, silenzi e respiri. La musica, in questa notte, diventa preghiera che sale al cielo e insieme radice che affonda nella terra, ponte tra l’intimo e il popolare», ha affermato il direttore artistico Leonardo De Amicis, che ha poi concluso: «Collemaggio torna a essere la culla di un incontro senza confini, dove arte e spiritualità si riconoscono come parte di un’unica lingua universale. È così che scompaiono le differenze: lavoriamo all’Aquila e per l’Aquila, custodendo un progetto che è insieme laboratorio, memoria e futuro. Una cultura condivisa, che non si possiede ma si dona, perché il perdono – come la musica – diventa di tutti solo quando si offre».
Il concerto è stato seguito con emozione da tutti i partecipanti, fino alla fine, trasformando la distesa davanti alla Basilica in un’unica, grande voce corale di partecipazione e speranza.