In Consiglio Regionale oggi arriva la riforma dell’acqua con il taglio dei gestori da sei a due o forse uno. Una riforma attesa da venti anni, ha detto il primo firmatario del progetto di legge, Lorenzo Sospiri
La riforma del ciclo idrico regionale per il presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri è storica. Sei gestori diversi, reti vecchie, dispersioni elevate e anche difficoltà a programmare investimenti. Queste sarebbero le criticità che si spera di poter superare con la legge numero 72.
Il centrodestra ha già trovato l’accordo nell’ultima seduta della commissione territorio. I gestori dovrebbero essere due dividendo in zone, da un lato la Maiella e dall’altro il Gran Sasso, ma l’Ersi potrebbe decidere dopo un’analisi che durerebbero circa un mese di optare per un unico gestore.
I gestori non saranno però sicuramente quattro come avrebbe voluto Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila e presidente Anci Abruzzo.
Senza una riorganizzazione il rischio era che la gestione dell’acqua abruzzese potesse finire in mano ai privati secondo Sospiri che ha mandato anche un chiaro messaggio agli alleati sul tema per il quale serve responsabilità, dice. L’obiettivo insomma è quello di avere un sistema moderno ed efficiente per poter fare investimenti.
Diversi gli emendamenti presentati dall’opposizione. Per il professor Luciano D’Amico e anche per i Cinque Stelle che hanno presentato diversi emendamenti ma nel centrosinistra ci sarebbero anche posizioni diverse, la strada corretta è l’unico gestore per avere un risparmio di oltre un miliardo.