Sì è presentato oggi alla città il nuovo prefetto dell’Aquila Vito Cusumano, originario di Mazara del Vallo. Diverse le problematiche che gli sono state sottoposte e delle quali si occuperà, migranti in primis
Nella sede siciliana ha espletato anche le funzioni di Capo di Gabinetto, occupandosi delle principali problematiche di quel territorio, caratterizzate da tensioni occupazionali, da disagio sociale ed economico nonché da un alto indice di criminalità. In quello stesso periodo ha vissuto, inoltre, la delicata stagione delle stragi mafiose perpetrate contro valorosi e noti magistrati, che richiesero l’adozione di una articolata cornice di sicurezza agli obiettivi istituzionali nonché di adeguate misure di protezione individuali nei confronti dei magistrati e rappresentanti della società civile esposti a concreto rischio.
Durante la sua carriera ha affrontato, oltre a situazioni di ordine e sicurezza pubblica, emergenze di vario genere. Ha diretto numerosi servizi di Prefettura ed ha svolto anche incarichi commissariali.
Questo territorio mi è stato rappresentato, ha detto il nuovo prefetto, come un territorio ampio e questo rappresenta un elemento da tenere in considerazione per il controllo del territorio. Ci sono delle problematiche nel dopo terremoto, ha chiarito, e comprendo la voglia di ripresa di un posto duramente colpito. Sono pronto a dare il mio contributo anche in un anno particolare per la città e sono ben lieto di mettermi a disposizione partecipando anche ad iniziative fuori dal palazzo del Governo.
Le mie priorità sul territorio? Ancora non posso rispondere in modo appropriato, sicuramente vorrei un luogo pienamente funzionale e operativo da tutti i punti di vista.
Nei vari incontri avuti in questo poco tempo, il Prefetto ha parlato di vari temi, sicurezza e ordine pubblico, saranno argomenti che si svilupperanno nelle riunioni che si faranno settimanalmente, come intende fare.
Sui migranti e sul fenomeno dell’immigrazione, ha aggiunto, sono stato informato della problematica e abbiamo cominciato a discuterne con i miei collaboratori. Sono convinto che si troveranno delle soluzioni, siamo di fronte innanzitutto a delle persone che hanno dei bisogni. Dare attenzione alle persone quindi ma rispettare chiaramente le regole dell’accoglienza nella legalità.
