L’Aquila, Framiva metalli: verso il concordato preventivo e cig

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Ombre sul futuro lavorativo della Framiva metalli srl. Arriva a livello nazionale il commissario giudiziale. A rischio anche il sito aquilano, già interessato da una vertenza.

A stabilire il concordato preventivo è un decreto del Tribunale di Busto Arsizio, seconda sezione civile, che si pronuncia così sulla domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo proposta da “Framiva” nei giorni scorsi.

Procedura che riguarderà tutti gli stabilimenti italiani dell’azienda del nord produttrice di metalli e che pone, però, più di un’ombra in particolare sul futuro dello stabilimento di Bazzano, nato già dalle ceneri dell’ex Otefal, fallita 5 anni fa. Il decreto assegna alla società ricorrente – si legge ancora nel provvedimento del tribunale – termine sino al 22 giugno 2020 per il deposito  della proposta del piano di concordato e della documentazione di cui all’articolo 161 della Legge Fallimentare”. Una situazione ancora non chiara, e che si va a innestare su una crisi tutta locale che riguarda lo stabilimento di Bazzano, crisi in teoria aperta per altre vicende. Due mesi fa, infatti, il curatore fallimentare del sito aquilano Omero Martella, aveva chiesto l’intervento del tribunale per chiedere la decadenza dell’aggiudicazione d’asta, a causa del mancato pagamento delle ultime rate relative al concorso d’asta, per circa 3 milioni di euro; decadenza poi disposta dal giudice delegato. Dunque futuro sempre più incerto e a rischio per gli oltre 60 lavoratori che in questi ultimi due mesi avevano pregato la politica, l’azienda e il tribunale di salvaguardare i loro posti di lavoro. I sindacati incontreranno l’azienda mercoledì 4 marzo: al centro della discussione ci sarà l’apertura della procedura per la cassa integrazione ordinaria.

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Marianna Gianforte: