L’Aquila, feste amare per la morte di due giovani donne

E’ morta per annegamento la 32enne aquilana ritrovata in un lago ghiacciato in Valle d’Aosta. Intanto è rientrata in Italia la salma di Denise Ruggeri, morta in Egitto

E’ morta per annegamento Laura Vietri, di 32 anni, residente all’Aquila, il cui corpo è stato trovato in un laghetto in località Pilaz a Champoluc, in Val d’Ayas. E’ quando emergono dai primi risultati dell’autopsia, eseguita questa mattina. La relazione completa sarà depositata in procura nelle prossime settimane. L’esame esclude, come già era emerso dalle prime ore, che la donna sia stata vittima di un’aggressione e conferma che si è trattato di un incidente: sul corpo sono state trovate piccole escoriazioni compatibili con una caduta dopo essere scivolata sul ghiaccio. Le indagini sono state svolte dai carabinieri della stazione di Brusson e dai colleghi della compagnia di
Chatillon\Saint-Vincent. La donna, che lavorava come stagionale in un locale della zona, era stata trovata priva di vita martedì scorso da un escursionista che aveva notato il corpo nell’acqua. Vietri lunedì notte non era rientrata nell’alloggio che divideva con alcuni suoi colleghi, che preoccupati avevano dato l’allarme.

La famiglia di Laura Vietri, attende il nulla osta per poter riportare la salma della donna a casa. Sulla riva del lago sono state trovate soltanto le sue impronte. A notare il suo corpo nel lago un’escursionista che l’avrebbe vista tornare a galla.

Una famiglia colpita da tante tragedie quella di Laura Vietri. Nel 2022, l’11 settembre, un altro lutto terribile. La sorella della mamma di Laura, era morta a bordo di un ultraleggero, precipitato in fase di atterraggio nella zona di Fossa. Un Natale amaro per L’Aquila, scosso da questa tragedia nel giorno della vigilia e prima, il 21 dicembre, dalla morte di Denise Ruggeri, la maestra di 47 anni, rimasta vittima di un incidente durante una crociera sul Nilo. La sua salma è tornata in Italia e anche in questo caso è stata disposta l’autopsia. Ci sono ovviamente delle indagini in corso e anche dei dubbi sui soccorsi perché il marito, Adolfo Rocchi, avrebbe riferito, ancora scosso, di aver atteso 50 minuti prima di avere una bombola d’ossigeno per la moglie, deceduta a causa di una lesione polmonare a seguito della caduta. Unica vittima di una tragedia assurda, non la prima che si verifica sul Nilo. In Egitto proseguono le indagini pure per capire se alla base dell’incidente ci sia solo la responsabilità del capitano dell’imbarcazione, finita in collisione con un battello o se ci sia stato un guasto tecnico tale da compromettere la manovra. Al capitano è stata revocata la licenza e si sta accertando anche la velocità dell’imbarcazione per capire se l’impatto era evitabile. Le autorità egiziane faranno luce su tutto.