Sei detenuti stranieri hanno minacciato il personale danneggiando la struttura. Minacce anche ai compagni di cella. I sindacati, che già avevano raccontato di una situazione insostenibile, tornano all’attacco
Si sono barricati nel carcere minorile dell’Aquila distruggendo telecamere e impianto di illuminazione e minacciando agenti e compagni di cella. Quattro tunisini e due egiziani che hanno armato l’ennesima rivolta all’interno dell’Ipm dell’Aquila, da poco riaperto. Sono mesi che i sindacati denunciano l’inadeguatezza della struttura e la carenza di organico di polizia penitenziaria.
Già dalla mattina si era compresa l’aria. I sei detenuti avevano avanzato delle richieste alla direzione, rimaste inascoltate per il regolamento interno dell’istituto di pena. Alle 18, poi, è scoppiata la rivolta. Si sono barricati dentro la sezione, minacciando di aggredire chiunque avesse tentato di entrare. In pochi minuti hanno praticamente devastato la sezione. Il personale di polizia penitenziaria con professionalità ma a fatica ha riportato poi la calma. Facinorosi, secondo i sindacati, che andrebbero allontanati. Il promotore della protesta è stato trasferito ma il clima di tensione resta.
Già nelle scorse settimane si erano registrati episodi simili, di violenza, che ormai vanno avanti dalla riapertura. Due detenuti erano finiti anche in ospedale dopo un gesto autolesionistico mentre un agente era stato aggredito, restando ferito.