L’Aquila: domani la sentenza nel processo ai tre palestinesi

Domani in Corte d’Assise a L’Aquila la sentenza di primo grado nel processo ai tre palestinesi Anan Yaeesh, Ali Irar e Mansour Doghmosh, accusati di associazione con finalità di terrorismo

La Procura ha chiesto condanne fino a 12 anni per Yaeesh, 9 per Irar e 7 per Doghmosh. La Corte d’Assise dell’Aquila è chiamata a pronunciarsi in un processo che incrocia anche il tema della qualificazione giuridica dei fatti contestati, tra terrorismo e azioni riconducibili a un contesto di conflitto.

L’inchiesta della procura dell’Aquila prende avvio dopo una richiesta israeliana di arresto provvisorio a fini estradizionali del 24 gennaio 2024. Yaeesh è detenuto dallo stesso mese; la richiesta di estradizione è stata poi respinta il 12 marzo 2024, per il rischio di “trattamenti crudeli, disumani o degradanti” e “gravi violazioni dei diritti umani”. La Procura ha quindi aperto un procedimento in Italia e l’indagine è stata estesa a Irar e Doghmosh.

Nella foto a lato le proteste a sostegno di Yaeesh davanti al tribunale dell’Aquila.

 

 

 

 

 

Nel corso del dibattimento, la difesa ha contestato l’impianto accusatorio, sostenendo che non sarebbero emersi elementi diretti di atti violenti contro civili attribuibili a Yaeesh e che, per Irar e Doghmosh, le contestazioni si baserebbero soprattutto su chat e conversazioni in lingua araba, di cui i legali mettono in dubbio traduzione e interpretazione,
richiamando perizie di parte. I difensori hanno chiesto l’assoluzione “perché il fatto non sussiste”; in subordine è stata avanzata una richiesta di riduzione della pena per Yaeesh.