L’Aquila: in aula per la morte della giudice Francesca Ercolini, tensioni e misteri

Otto ore di confronto serrato davanti al giudice per le indagini preliminari dell’Aquila, Marco Billi, nell’ambito dell’inchiesta sulla giudice Francesca Ercolini, originaria di Campobasso, trovata morta nella sua abitazione di Pesaro il 26 dicembre 2022. Tensioni in aula e udienza aggiornata al 9 marzo

Il primo a intervenire nel corso dell’udienza è stato Vittorio Fineschi, luminare della medicina legale incaricato della seconda autopsia dopo la riapertura del caso – archiviato come suicidio in un primo momento – da parte della procura dell’Aquila. A seguire, sono stati ascoltati gli altri componenti del collegio peritale e i consulenti di parte. Non sono mancati momenti di tensione, con confronti anche duri tra gli esperti.
Al centro dell’incidente probatorio, la ricostruzione delle condizioni del corpo della donna, trovato con un foulard stretto al collo e legato alla ringhiera della scala interna: una dinamica inizialmente interpretata come suicidio, ma da sempre contestata dai familiari.
La nuova inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Roberta D’Avolio, ha portato sotto indagine il marito della giudice, l’avvocato Lorenzo Ruggeri, insieme al medico legale che eseguì la prima autopsia e ad alcuni appartenenti alle forze dell’ordine, sospettati di depistaggio e falso ideologico.
L’udienza è stata aggiornata al prossimo 9 marzo. In quell’occasione, il giudice ascolterà la relazione del Ris di
Roma, che ha effettuato nuovi accertamenti nell’appartamento di Pesaro per ricostruire la scena del ritrovamento, secondo quanto riferito dal marito e dal figlio, all’epoca minorenne. Nel frattempo, la salma della giudice – riesumata nel giugno 2025 dal cimitero molisano di Riccia – resta al Policlinico Umberto I e sarà restituita alla famiglia solo al termine dell’incidente probatorio.