L’aumento dei prezzi del gas e delle materie prime, a causa del conflitto in Medio Oriente, agita il mondo imprenditoriale italiano e anche aquilano. L’allarme arriva dal presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno che mette in guardia da eventuali speculazioni
La guerra rischia di avere un impatto negativo anche sulle aziende abruzzesi ed aquilane. Dopo lo scoppio dell’ennesimo conflitto di questi tempi, i prezzi di gas e luce sono esplosi ma per evitare speculazioni bisogna agire subito. Questo è il pensiero del presidente dell’associazione datoriale Ezio Rainaldi. L’aumento dei costi, per il presidente, potrebbe mettere in difficoltà diverse aziende che non riuscirebbero più ad assicurare le loro linee produttive.
Il balzo dei costi è stato enorme in soli 4 giorni. Una crescita dovuta all’incertezza sulla durata del blocco delle esportazioni dal più grande impianto che si trova nel Qatar e il suo impatto sulle forniture mondiali.
Già con i dazi americani, la situazione era quella che era, ora il livello di attenzione e tensione si è alzato. L’Italia peraltro ha una riserva di immagazzinamento del gas molto più importante di altri paesi europei, come la Germania. Questo però consente alle imprese di reggere soltanto nel breve periodo. Confindustria mette al centro anche un altro tema, quello della speculazione. Evitarla nella maniera più assoluta, dice, per far si che non ci siano ripercussioni negative su tutta la filiera industriale e produttiva. Altro tema è quello dell’indipendenza energetica, l’Italia in questo senso dovrebbe accelerare.
