Carta valanghe, dopo Rigopiano torna di attualità questo strumento essenziale, anche alla luce della nuova legge regionale che aggiorna i contenuti, introducendo competenze e modifiche significative
“Mai più Rigopiano”. Una vicenda che ha avuto la mancata realizzazione della carta di localizzazione dei pericoli da valanga al centro, strumento decisivo per la prevenzione.
Tema di grande attualità anche alla luce della decisione del Consiglio Regionale che, a fine 2025, ha dato il via libera ad una legge per aggiornare e rafforzare prevenzione e mitigazione del rischio da valanghe sul territorio montano.
Tra le misure più rilevanti la legge prevede l’attribuzione all’agenzia regionale di protezione civile della competenza a elaborare e aggiornare la carta di localizzazione probabile delle valanghe, documento tecnico che individua le aree del territorio regionale potenzialmente soggette a caduta valanghe, ma anche la redazione della carta dei rischi locali di valanga, strumento destinato ai comuni, l’istituzione di un comitato tecnico regionale per lo studio della neve e delle valanghe e, infine, l’introduzione di misure cautelative e urbanistiche nelle aree più a rischio.
La vecchia legge del 92 già prevedeva l’obbligo della carta valanghe ma la nuova normativa aggiorna i contenuti, integrando procedure di monitoraggio più moderne e un coordinamento interistituzionale.
Per l’agenzia regionale di Protezione Civile si tratta di uno strumento indispensabile. Così il direttore Maurizio Scelli.
Nella stessa giornata, giornata europea dedicata al Nue, il prefetto Vito Cusumano ha visitato la sede dell’agenzia, in particolare il Nue, numero unico di emergenza 112 con la sua sala operativa. Un bilancio positivo dall’istituzione, un servizio importante che permette un filtraggio notevole delle chiamate che non rispondono ai criteri di emergenza.
