L’Aquila, cartelle Asl sospese: si attende la decisione del Giudice di Pace

La Asl dell’Aquila, nei giorni scorsi, ha sospeso in via cautelativa la riscossione delle cartelle da parte dell’Agenzia delle entrate, per la mancata disdetta delle prestazioni sanitarie riferibili al periodo 2015-2020

Si parla di 15 mila utenti per complessive 23 mila sospensioni. Provvedimento adottato in attesa del pronunciamento del Giudice di Pace in merito al termine di prescrizione.

All’esito del giudizio sarà stabilito se i crediti risultino prescritti e quindi non dovuti oppure se dovranno essere corrisposti dagli utenti interessati.

Resta però un malcostume: la diffusa abitudine a non disdire le prenotazioni quando non si intende più usufruire della prestazione. Nel 2024 le mancate disdette sono state 13.600, mentre nel 2025 hanno raggiunto quota 16.500, per un totale di oltre 30.000 prestazioni che avrebbero potuto essere utilizzate da altri cittadini in attesa.

Il fenomeno risulta particolarmente frequente anche tra gli assistiti esenti dal pagamento del ticket. La legge stabilisce che, anche in questo caso, chi non disdice è tenuto al pagamento della quota ordinaria di partecipazione al costo della prestazione non usufruita.

La Asl per prevenire il fenomeno ha rafforzato il servizio di recall. Complessivamente sono state effettuate oltre 21.000 chiamate di promemoria agli utenti con prenotazione attiva, con un sensibile incremento dell’attività negli ultimi mesi: uno strumento concreto per ridurre le mancate presentazioni e recuperare prestazioni a favore dei cittadini in attesa.

Chi si è occupata di molto ricorsi è l’avvocatessa aquilana Carlotta Ludovici. Spiega che finalmente è arrivata la decisione dell’azienda sanitaria. Ora l’attesa è rivolta tutta alla decisione del Giudice di Pace. Per lei molte cartelle sono prescritte in quanto riferibili a molti anno fa ma, inoltre, spiega che è impossibile poter dimostrare che c’è stata una mancata disdetta parlando di telefonate che, appunto, sono relative addirittura al 2015 in molti casi.

Daniela Rosone: