In commissione territorio oggi la nuova legge urbanistica con l’audizione delle associazioni agricole della regione. Occasione per parlare anche delle difficoltà delle imprese a causa dell’aumento dei prezzi dovuto ai conflitti
Il momento è nero. Già con il conflitto russo – ucraino c’era stata l’impennata dei prezzi dei carburanti e dell’energia. Con il Medio Oriente il tutto è precipitato e, nonostante l’annuncio del governo del taglio accise per venti giorni, resta il problema del prezzo del gasolio agricolo per le imprese. Una situazione complessa, come spiegato dal presidente provinciale di Coldiretti Pescara Giuseppe Scorrano.
“Stiamo vivendo – dice – una situazione molto complessa, una situazione che abbiamo già vissuto e continuiamo a vivere, con l’allargarsi del conflitto anche nella zona del Medio oriente. L’impatto principale, la preoccupazione, si riversa proprio sull’aumento del gasolio agricolo e questo può portare oltre che a un aumento poi dei costi per le imprese, anche per le aziende agricole che devono lavorarci. Non possono prescindere da questa fonte di energia.
Stiamo monitorando in maniera attenta quelle che sono delle alternative che si possono percorrere, noi già da qualche anno parliamo di biocarburanti e in tempi non sospetti forse siamo stati sottovalutati, ma proprio in queste situazioni potremmo intavolare qualche discorso per percorrere queste alternative che sono fattibili e potrebbero essere una soluzione”.
In commissione, le associazioni sono state ascoltate in merito alla nuova legge urbanistica. La preoccupazione più grande è relativa alla burocrazia. Gli operatori agricoli per avere autorizzazioni o compiere altre operazioni impiegano tanto ma la situazione si riversa anche sugli enti locali.
“E’ un’altra questione – spiega Scorrano – davvero importante perché comunque è giusto che ci sia una legge e che si faccia chiarezza anche su questo argomento. Ormai le aziende agricole hanno sempre più necessità, se vogliamo fare impresa e vogliamo crescere devono crescere anche le strutture che poi vanno a servizio delle attività. Questo non deve essere fatto al costo di un aumento della burocrazia che poi si riversa sicuramente in termini di costi e tempo sull’impresa, ma anche sugli enti che poi devono gestirla. Quindi è un buon passaggio, un buon momento, però comunque va tutto fatto con la massima attenzione”.
