A L’Aquila l’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte d’Appello: il presidente Riga rileva le criticità della riforma Nordio
Mentre a livello nazionale impazza il dibattito sulla riforma della Giustizia – che secondo il ministro Nordio non mina l’indipendenza delle toghe – a L’Aquila, all’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte d’Appello, il presidente Riga apre proprio sulle criticità della riforma.
Il Presidente vicario della Corte d’Appello Fabrizio Riga ha aperto la sua relazione parlando proprio della riforma e delle sue criticità soprattutto in relazione al ruolo del Pm che rischia, a suo giudizio, di perdere quel ruolo di imparzialità più altri punti con condivisi. Legge che sarà sottoposta a riforma e lui auspica che la partecipazione sia la più ampia possibile per non far decidere a pochi il futuro di tanti.
Nella sua relazione è stato citato, finito su tutti i media, il caso della famiglia del bosco di Palmoli di cui, ha detto, si parla troppo soprattutto in tv dove si celebra una giustizia parallela.
Ha stigmatizzato al tempo stesso gli attacchi ai colleghi, soprattutto quelli indirizzati alla presidente del tribunale per i minorenni Cecilia Angrisano.
Altro caso nominato é la conclusione del processo per la morte a Pescara di Crox, il sedicenne Thomas Christopher Luciani ucciso da due coetanei. E poi i temi del lavoro, salario minimo, disciplina dei licenziamenti.
Resta il tema, nero, della carenza degli organici un po’ dappertutto. Il maggior numero di pendenze sono registrate nel tribunale aquilano a causa della scopertura del posto di un giudice per molto tempo. Un bilancio comunque positivo quello tracciato dal presidente relativamente al lavoro della sezione penale con un dato stabile circa violenze sessuali e maltrattamenti in famiglia.
Ampio spaccato sulla situazione carceraria, in Abruzzo i detenuti sono aumentati e c’è un grave sovraffollamento in alcuni istituti, soprattutto a Chieti.
Interessante pure la relazione del procuratore generale della Repubblica Alessandro Mancini soprattutto nello spaccato sulla criminalità in Abruzzo dove seppur non ci sono forme autoctone, si vede la presenza delle principali organizzazioni criminali che agiscono in modo intermittente soprattutto nella zona di Pescara, al primo posto, e Chieti. Settori sempre più a rischio sono edilizia, ambiente e rifiuti. Grande incidenza hanno anche i furti e le truffe ai danni di anziani.
I femminicidi, pur registrando una riduzione del 20 per cento nel primo semestre 2025, restano un fenomeno costante con tanti codici rossi.
Il dato più eclatante e negativo, lo ha ribadito il procuratore Mancini, riguarda purtroppo i numeri della criminalità minorile che sono impietosi e con un aumento vertiginoso dei reati commessi da minori e ai danni di minori, con un allarme rilevante anche per l’uso di stupefacenti e lo spaccio, oltre all’abuso di alcool da parte di minorenni.
Il presidente facente funzioni della Corte d’appello dell’Aquila, Fabrizio Riga, ha anche inviato un
messaggio di “piena e incondizionata solidarietà” e vicinanza ai magistrati che, a vario titolo, sono coinvolti nella vicenda della cosiddetta famiglia nel bosco, in particolare al presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano. Lo ha fatto nel corso della presentazione della relazione sull’amministrazione della Giustizia in Abruzzo, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario all’Aquila.
“A prescindere da ogni considerazione sulle ragioni, a volte imperscrutabili, che inducono i mass media a concentrare la propria attenzione ora sull’una ora sull’altra vicenda giudiziaria, e sull’opportunità di celebrare nei salotti televisivi una giustizia parallela e alternativa a quella che si
celebra nelle aule giudiziarie, – scrive Riga nella relazione -, non si possono non stigmatizzare gli attacchi di cui sono stati vittime i colleghi chiamati, a vario titolo, a pronunciarsi sulla vicenda, a cominciare dalla presidente del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, fatta oggetto di insulti e minacce di ogni genere”.
Secondo Riga gli attacchi ai magistrati sono “segno di un processo di progressivo imbarbarimento dei rapporti sociali che sembra inarrestabile e che l’accesso incontrollato all’uso dei social da parte della collettività ha amplificato in modo esponenziale. Alla dottoressa Angrisano e a tutti i
colleghi, sia del Tribunale per i Minorenni sia di questa Corte, che sono stati chiamati a pronunciarsi sulla vicenda va, pertanto, la nostra piena e incondizionata solidarietà”.