Parte ufficialmente il progetto del collegio di merito Ferrante D’Aragona: ai primi 60 studenti oggi le chiavi degli appartamenti
Un progetto importante e innovativo che vede Università, Comune e Gran Sasso Science Institute insieme per garantire agli studenti che arriveranno all’Aquila residenzialità e formazione. 40 gli appartamenti in centro, altri sono dislocati in periferia, a Pettino. A breve si aprirà un altro bando con un anno accademico intero e li si avrà contezza davvero dei numeri.
Un progetto che ha molto potenzialità e che ha come mission quella di attrarre sempre più giovani e cervelli in città, confermando quella che è la vera vocazione dell’Aquila. La prima chiave è stata presa da una donna che arriva da un paese che sta soffrendo molto e che può trovare all’Aquila il posto ideale per mettersi in gioco.
Erano presenti il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il consigliere comunale e delegato al comitato di gestione, Livio Vittorini, il presidente della Fondazione Collegio di merito Ferrante d’Aragona, Pierluigi De Berardinis, il rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila, Fabio Graziosi, la rettrice e il direttore generale del Gran Sasso Science Institute, Paola Inverardi e Mario Picasso.
«Questa è una struttura – ha spiegato il presidente della Fondazione d’Aragona Pierluigi De Berardinis – che sarà molto importante, secondo me per il territorio e per il servizio che potrà dare alle due università. L’intento è quello di essere attrattivi per studenti brillanti, studenti di alto profilo che verranno a studiare all’Aquila, che andranno sicuramente a rafforzare la comunità aquilana e la comunità degli studi. Saranno probabilmente i futuri e le future menti del domani e questa è una grossa risorsa secondo me per il territorio. Noi proponiamo un percorso formativo, quindi non è pura residenzialità, ma è una residenzialità collegata a una possibilità formativa parallela a quella universitaria e quindi forniremo informazioni dal punto di vista delle soft skill, dal punto di vista della cultura del territorio, dal punto di vista della crescita personale e culturale, quindi è una struttura che ha una funzione importante pure a sostegno e alla crescita del territorio stesso.
Noi, nel bando che andò in conclusione a fine anno che poi fu prorogato per consentire l’accesso agli studenti del semestre di medicina, prevedevamo 102 posti. Siamo arrivati a metà del corso dell’anno e quindi poi le domande si sono ridotte drasticamente per cui oggi siamo intorno ai 60 posti più o meno, però stiamo già lavorando per il nuovo bando che partirà a settembre e che sarà il primo bando di un anno accademico completo, sarà dunque il bando che ci consentirà l’osservazione per arrivare poi all’accreditamento».
«È una forma direi virtuosa, anzi tra le più virtuose di collaborazione istituzionale – spiega il consigliere delegato al comitato di gestione Livio Vittorini – il Comune dell’Aquila da poco più di un anno è diventato soggetto attuatore di questo che è un progetto ambizioso della città, ma mi permetto di dire dell’intero comprensorio. Il Comune ha conferito all’interno del collegio una parte importante del proprio patrimonio edilizio, quello recuperato a seguito del sisma, le cosiddette abitazioni equivalenti, e con Università e Gssi andiamo a completare dal punto di vista formativo quella che è un’offerta già eccellente per il nostro territorio che vuole appunto attrarre studenti che dovranno formarsi e poi restare qui nella città».
«È una grande opportunità – ha commentato il Rettore di Univaq Fabio Graziosi – quella che oggi presentiamo per i nostri studenti, ovvero poter disporre di un’offerta alloggiativa diffusa all’interno di una città per il tramite di questa iniziativa coordinata insieme al Comune dell’Aquila al Gssi, tutte le altre entità che si occupano di formazione e di alta formazione in questa città. È molto importante che una città che vuole dirsi una città universitaria possa disporre di soluzioni alloggiative anche di qualità orientate al merito come quelle che presentiamo e che possa farlo accompagnandole con una serie di servizi che per l’appunto consentono agli studenti non solo di avere la soluzione alloggiativa ma anche di continuare a crescere e a disporre di opportunità culturalmente rilevanti per potersi integrare sempre di più nel sistema urbano».
«È uno dei progetti qualificanti della città della conoscenza – spiega il sindaco Pierluigi Biondi – lo abbiamo iniziato molti anni fa insieme all’Università dell’Aquila, al Gran Sasso Science Institute, poi il Comune è diventato soggetto attuatore e abbiamo riqualificato un pezzo di patrimonio immobiliare, soprattutto le abitazioni cedute a seguito dell’acquisto dell’abitazione equivalente. Quello che era un peso, erano volumi vuoti, oggi si riempiono di giovani, si riempiono di vita, si riempiono di talenti e di intelligenze e soprattutto mettiamo a frutto questo patrimonio che poteva rappresentare un fardello invece oggi è una risorsa».
I posti totali del bando erano 104, 32 con servizi completi, 32 parziali e 40 borse con servizi parziali destinati al Gssi. Di questi 104, 64 erano collocati in due blocchi di Pettino in via Francia e in via Svizzera e 40 in centro storico. Le candidature sono state 92 provenienti da ben 27 paesi. A poter accedere sono studenti di Gssi, Università, Conservatorio e Accademia delle Belle arti. Fatto il lavoro della commissione bandi, sono state ammesse 56 persone che avevano i requisiti per accedere alla struttura, in prevalenza si tratta di ragazzi stranieri che garantiranno una multiculturalità importante.
La borsa di studio con servizi completi comprende alloggio, vitto, pagamento utenze, biancheria, pulizie, reception ed eventi formativi e culturali.
