Lanciano: sciopero alla Pierburg, ennesimo appello a Ministero e Regione

Due ore di sciopero per ogni turno e un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento abruzzese di Lanciano: è la risposta dei lavoratori della Pierburg per chiedere garanzie sul futuro produttivo e occupazionale dell’azienda. Ennesimo appello per un intervento immediato del Mimit

La mobilitazione, proclamata da Fiom-Cgil e Fim-Cisl insieme alle Rsu, intende sollecitare il Ministero delle Imprese e del Made in Italy a convocare con urgenza un tavolo nazionale dedicato alle sorti del gruppo Rheinmetall, proprietario della Pierburg.

Una vertenza, all’attenzione anche della Regione, che si trascina da mesi ossia da quando la multinazionale tedesca ha annunciato la vendita del suo intero comparto civile, che comprende anche gli stabilimenti italiani di Lanciano e Livorno. “Un’operazione gestita in modo inaccettabile – ribadiscono anche oggi le organizzazioni sindacali – con informazioni parziali, comunicate a gruppi ristretti e senza un vero confronto con il Mimit. Mentre in Germania sono stati firmati accordi chiari a tutela dei siti produttivi, in Italia regnano silenzio e incertezza”.

“Chiediamo – sottolineano Fiom e Fim – investimenti concreti, un piano industriale trasparente e verificabile, nuove assunzioni per tornare ai livelli previsti e garanzie pluriennali sulla tenuta del sito”.

Il presidio di oggi, dunque, non è solo una protesta bensì “un appello alla responsabilità del gruppo e delle istituzioni, regionali e nazionali. In gioco – avvertono i sindacati – c’è il futuro industriale di un’intera comunità”.